Milano,3  novembre 2017 - Le previsioni dicono che domenica a San Siro ci sarà un’invasione di oltre 70mila spettatori, con un centinaio di pullman provenienti dalle sedi degli Inter Club sparsi per lo Stivale. Di solito cifre del genere si registrano per un Derby della Madonnina o per la classica contro la Juventus. Buoni riscontri si sono avuti nel recente passato contro le due romane e il Napoli, sfide generalmente di alta classifica, ma per tutte le altre gare è stato spesso un miraggio anche solo raggiungere quota 50mila, soprattutto nei recenti anni di magra per i colori nerazzurri. Non si poteva chiedere di più a un pubblico che dal 2012 non vede l’ombra di una partecipazione alla Champions League e che è stato illuso con buoni avvii, incoraggianti spezzoni di campionato, prima di ricadere nell’anonimato di stagioni caratterizzate da vecchi difetti di continuità e lunghe crisi di risultati.

Eppure il tifoso interista sta dimostrando di voler credere a questa squadra, oggi “titolare” di un piccolo pezzo di storia del club grazie ai 29 punti messi da parte nelle prime undici uscite di Serie A, punteggio mai raggiunto in passato. Gli uomini di Spalletti hanno pareggiato due volte e vinto tutte le altre in trasferta, mentre in casa hanno realizzato un percorso netto: cinque vittorie su cinque, derby compreso. Dovesse arrivarne un’altra domenica alle 12.30 contro il Torino si verificherebbe un dato che manca dal 1979/1980, stagione culminata con il dodicesimo scudetto nerazzurro. È uno dei tanti numeri che certificano come tra le proprie mura l’Inter stia sfruttando l’onda positiva emanata da un ambiente che ha sete di entusiasmo e non fa nulla per farne mancare alla squadra. La società ci ha messo del suo. Se c’è una parte positiva del lavoro impostato da Erick Thohir una volta messo piede in società (il prossimo 15 novembre saranno quattro anni di presidenza) è proprio quanto realizzato come iniziative a livello di hospitality, botteghino, creazione di pacchetti ad hoc e tutto quanto mira ad aumentare i ricavi legati al Meazza. Suning, una volta presa in mano la maggioranza e il controllo della dirigenza, ha proseguito nel lavoro impostato e oggi raccoglie i frutti.

Servono risultati, certo, ma anche abilità nel fidelizzare il “cliente”, in questo caso i tifosi giornata dopo giornata. Con la ristrutturazione dello stadio, su cui si punta con l’ausilio dell’amministrazione, la volontà è di arrivare ancora più in là. L’obiettivo attuale è sfondare la quota del milione di spettatori in una sola annata. L’anno scorso la quota è rimasta lontana, pur con il miglior dato di affluenza dell’intero campionato (885.818 ingressi in diciannove giornate) ma la crescita è stata finora vertiginosa. Per arrivare alle dieci cifre serve una media di 52.632 spettatori a partita, l’Inter sfonderà quota 60mila proprio grazie all’incontro con il Torino e di questo passo supererà l’agognato traguardo che manca ormai dalla stagione 2010/2011. Allora si chiuse con il secondo posto e la vittoria in Coppa Italia nella finale di Roma contro il Palermo. Altri tempi: i tifosi avevano di che rallegrarsi a stare vicini alla squadra per meri motivi sportivi. Ed è quello che sperano di essere “obbligati” a fare anche nel prosieguo di questa stagion