Milano, 2 ottobre 2017 - Luciano Spalletti sembra contento a metà. La classifica è buona, non si può che sorriderne: dopo sette partite l’Inter ha lasciato per strada soltanto due punti, quelli rimasti al Dall’Ara di Bologna, e pur tra mille difficoltà soprattutto in fase offensiva è ancora imbattuta e felice.

«In alto si sta bene: la squadra deve essere orgogliosa di quello che ha fatto - dice il tecnico a fine gara -. Nessuno ci ha regalato niente e se siamo qui è tutto meritato». Un modo per ricacciare indietro chi giustifica con la sola fortuna il buon filotto dei nerazzurri. A Benevento un paio di legni hanno aiutato la causa interista, dopo un avvio nel quale la squadra sembrava aver preso in mano le operazioni (e il risultato) con un piglio ben diverso da quello delle ultime settimane. «Era importante partire bene, a lunghi tratti siamo stati anche belli, mentre in altri c’è ancora da migliorare - dice ancora Spalletti -. Dopo il 2-0 c’è stato un calo di concentrazione: ci sono dei momenti nei quali non riusciamo a mantenere il livello, ricadiamo in delle piccole banalità. Ma l’impatto è stato importante, abbiamo dato una direzione alla partita e per questo c’è da fare i complimenti ai ragazzi. In alcuni momenti c’è da soffrire, ma fa parte della nostra crescita, del nostro creare una mentalità. Dobbiamo gestire meglio la partita in alcuni momenti, ma pensare che qui, come ovunque in Serie A, sarebbe stato facile è un atteggiamento presuntuoso che non dobbiamo avere».

Non manca, nelle indicazioni del tecnico, il ricordo di quanto avvenuto la scorsa stagione, come a voler ammonire i suoi interlocutori su quanto abbia dovuto partire da lontano il lavoro organizzato da luglio in poi. «A volte non riusciamo a essere continui, in altre sì, ma se l’anno scorso questa squadra è arrivata a 30 punti dalla Champions è normale che quest’anno bisognerà essere più determinanti - afferma ancora l’allenatore -. Siamo sulla strada buona. Questa Inter è pronta per qualsiasi partita, non solo per il derby». Preparare la stracittadina non sarà impresa semplice. In tanti partiranno per rispondere alla chiamata delle nazionali, gran parte di questi sono pilastri della formazione di Luciano Spalletti: Skriniar e Miranda in mezzo, Vecino a centrocampo, Candreva, Perisic e Icardi in avanti. Ad alcuni di loro il passaggio in nazionale potrebbe anche servire per ritrovare smalto, vedi il capitano del Brasile, che a Benevento ha confermato di non essere ancora al top della condizione. «Soffriamo un po’ troppo in difesa, ma l’importante è la vittoria - dice proprio Miranda ai microfoni di Sky -. Abbiamo come obiettivo la zona Champions League e sappiamo che dobbiamo fare meglio di così, anche perché abbiamo davanti il derby e dobbiamo vincere. In difesa siamo forti, ma peridamo troppo la palla e in questo modo il Benevento è diventato pericoloso».