Milano, 4 settembre 2017 - Doveva essere l’estate della sua partenza, ma Ivan Perisic è ancora a tutti gli effetti un giocatore dell’Inter. Niente Paris Saint-Germain, niente Manchester United, squadra dal portafoglio pieno pronte a garantirgli un contratto migliore, ma che non hanno creduto nella necessità di spendere i cinquanta milioni di euro chiesti dall’Inter per il suo cartellino. C’era anche un accordo economico già in essere, tra il giocatore e lo United di José Mourinho, che aveva avuto modo di incontrare l’esterno offensivo in occasione di uno degli impegni della nazionale croata. La richiesta di portare Perisic ai Red Devils era arrivata proprio dal portoghese, deciso a togliere ai suoi vecchi tifosi uno tra i pochi elementi che si erano salvati dal disastro dell’ultimo campionato. Nemmeno i cinquanta milioni chiesti da Suning sembravano un ostacolo, dato che la trattativa era cominciata in giugno e c’era tutto il tempo per mettersi d’accordo.  Successivamente sono accaduti due episodi che hanno cambiato lo scenario.

Intanto lo «Special One» ha registrato nel pre-campionato la netta crescita di Marcus Rashford e Anthony Martial, entrambi impiegabili nella stessa fetta di campo del possibile nuovo acquisto. La necessità di inseguire un innesto in più è quindi sembrata meno evidente agli occhi dell’allenatore. Al contrario, per Spalletti ogni giorno in più con al fianco il ragazzo è stato fondamentale per costruire un rapporto solido, per far capire al diretto interessato che si voleva puntare su di lui anche per la stagione appena iniziata. Arrivati a venti giorni dall’avvio della Serie A, il tecnico toscano ha posto il veto: «Manca troppo poco tempo per trovare un sostituto all’altezza, mi opporrò alla sua cessione qualora dovesse tornare argomento d’attualità». Non ce n’è stato bisogno. Lo United non ha più spinto sull’acceleratore e il calciatore ha capito che quello scenario stava per sfumare. Niente Premier League. Niente Manchester United. Si continua all’Inter e si arriva con questa maglia fino ai Mondiali.

L’ultimo tassello che manca per sancire la ritrovata unione tra le parti è un rinnovo di contratto a cifre migliorative e la dirigenza sta lavorando al problema. Magari il discorso verrà rinviato di qualche settimana in attesa che Suning possa capire come muoversi senza entrare in contrasto con le direttive del governo cinese, ma prima o poi l’adeguamento arriverà. Nell’attesa, Perisic ha già segnato un gol nella prima gara con la Fiorentina e sfornato due assist contro la Roma. Spalletti è convinto di poter ancora lavorare sulla capacità del croato di essere continuo per tutto l’arco della partita. Se riuscirà a migliorare anche quest’ultimo aspetto, l’Inter avrà trovato una delle chiavi migliori per garantirsi un buon campionato, nonostante tutte le difficoltà delle ultime settimane per completare la rosa.