Milano, 24 settembre 2017 - Tutti gli applausi che l’Inter non ha certo meritato a Bologna li meritano sicuramente i tifosi nerazzurri. Saranno 50.000, oggi alle 15 al Meazza contro il Genoa, prima opportunità per cancellare la brutta impressione destata al Dall’Ara. Un passo falso, nel risultato e nella prova, contro un avversario che ha messo a nudo le pecche tecniche e caratteriali di un gruppo chiamato ora a mostrare gli attributi necessari per centrare la zona Champions. «Abbiamo un modo di lavorare che esige risposte sempre uguali: professionaità e serietà – dice Luciano Spalletti –. Dopo questo risultato, del quale non siamo contenti ma che a noi cambia niente, la reazione deve essere più forte. Abbiamo intrapreso una strada che ha stuzzicato la curiosità dei nostri sportivi, a giudicare dai numeri allo stadio. Vogliamo ripagare la loro fiducia». 

L’entusiasmo della piazza non è sufficiente, se la molla non scatta all’interno del gruppo, che comunque finora ha tenuto una buona media. Nelle previsioni, probabilmente, questi due punti persi bilanciano quanto guadagnato nella seconda di campionato all’Olimpico di Roma. «I calciatori sono i primi ad essere dispiaciuti – dice ancora l’allenatore toscano –. Nel dispiacere c’è la reazione di mettere qualcosa in più per la partita successiva. Sono sicuro che avverrà, vedo i calciatori stimolati». D’altronde Spalletti è il primo a sapere che almeno fino a gennaio bisognerà guadagnarsi «da vivere» con questo materiale umano e chissà che anche nella sessione invernale non ci si debba confrontare con le restrizioni del governo cinese. «I calciatori con cui vogliamo far ricordare questa stagione ai tifosi sono questi, non quelli che ci porteranno Babbo Natale o la Befana – continua l’allenatore -. Non sappiamo cosa accadrà dopo. Io mi fido di questi giocatori».

Qualcosa nella formazione cambierà, anche se le alternative non sono molte: se dietro Icardi parte Eder, manca chi possa dare il cambio di passo; se si punta su Brozovic al posto di JoaoMario, non ci sono certezze sulla continuità di rendimento. «Tra Ranocchia, Brozovic o Eder potrebbe anche esserci chi gioca – conferma Spalletti -. Non è detto che sia la regola il fatto di fare meglio a gara in corso. Un calciatore che accetta di fare la controfigura è una cosa brutta». Certo è che se l’italo-brasiliano va in campo da subito, come armi a partita iniziata restano solo Karamoh e Pinamonti.