Milano, 7 ottobre 2017 - Tra gli acquisti arrivati in estate alla corte di Luciano Spalletti, Borja Valero è uno dei più voluti. Il tecnico dell’Inter non ha fatto mistero di aver richiesto lo spagnolo anche durante l’ultima esperienza alla Roma, dove sperava di poter contare sulle qualità tecniche e tattiche del centrocampista iberico. Non c’è mai stato modo di lavorare assieme, prima dell’incrocio a Milano, perché la rottura con la Fiorentina non si era ancora consumata e Borja Valero sembrava destinato a chiudere la carriera a Firenze. È invece accaduto quel che non era così facile da pronosticare, uno strappo troppo profondo da ricucire tra Borja Valero e la dirigenza viola, unito alla volontà del club fiorentino di lasciar andare il calciatore e altri simboli di un ciclo considerato chiuso, lasciando spazio a volti e leve nuove. Uno dei vantaggi di avere in squadra uno come Borja Valero è che, per sua sfortuna, a centrocampo la Spagna è una fucina di campioni e può permettersi di non convocare l’interista. In nessun’altra Nazionale, probabilmente, l’iberico resterebbe al di fuori del gruppo.

Per una volta, però, l’ennesima esclusione dal giro della “Roja” può essere una buona notizia e non solo per Spalletti che è già alle prese con assenze in abbondanza. Le ultime uscite hanno mostrato un calo di rendimento rispetto ad inizio stagione piuttosto visibile, anche se il tecnico non è mai riuscito a rinunciare al suo metronomo in mezzo al campo. Un po’ perché Gagliardini, che con Vecino e lo stesso Borja Valero è una delle tre scelte davanti alla difesa (solitamente per due sole maglie) non è ancora tornato ai livelli dello scorso anno, un po’ perché tra le virtù dello spagnolo c’è quella di sapersi gestire e di rendersi utile anche quando la condizione non è al top. Qualità che non tolgono completamente di mezzo la sensazione negativa lasciata per strada da qualche gara a questa parte. Per il giocatore che è, da Borja Valero non si può attendere il semplice “compitino”, né un gioco «scolastico», come lo ha definito Spalletti in un discorso riguardante l’intera squadra. In queste due settimane al Suning Training Center l’obiettivo sarà ricaricare le pile e tornare ad essere un faro per i compagni nei momenti più complicati della partita. Dall’altro lato, il resto del complesso dovrà rendersi utile per esaltare le qualità del direttore d’orchestra, cosa che non è riuscita a fare per ampi tratti.