Milano, 14 gennaio 2016 - Giuseppe Sala avrebbe negato le informazioni richieste dalla Codacons relativamente alla destinazione dei soldi raccolti attraverso Expo e destinati al Nepal. Questa l'accusa del Codacons che aveva presentato una formale istanza d'accesso a Expo 2015, chiedendo di accedere alla documentazione relativa all'iniziativa benefica volta alla raccolta di fondi a favore della popolazione nepalese terremotata.

Nella nota di risposta si nega quindi l'accesso considerato che "la finalità dell'istanza d'accesso proposta dal Codacons è volta ad operare un mero controllo generalizzato dell'opera di Expo 2015 Spa, tale per cui la stessa deve ritenersi inammissibile per carenza di interesse del soggetto istante". "Altro che trasparenza - è il commento dell'associazione - Giuseppe Sala, come candidato a sindaco di Milano, parte decisamente col piede sbagliato. E' intollerabile che chi si fa portavoce della trasparenza in favore dei cittadini, neghi ai cittadini stessi di sapere come sono stati spesi i loro soldi".

La risposta di Expo Spa sulla raccolta fondi in favore del Nepal - iniziativa promossa da Cgil, Cisl e Uil Lombardia nel corso del semestre dell'Esposizione Universale - è stata affidata a una nota: "Il ricavato delle offerte sarà consegnato a Save The Children, non appena completato il progetto in via di definizione con le autorità nepalesi. Nell'arco di tempo dal ptimo maggio al 31 ottobre 2015 sono stati raccolti circa 920.000 euro di offerte dei visitatori che sono state versate periodicamente su un conto corrente cointestato Expo-OOSS. Expo 2015 S.p.A. e le organizzazioni sindacali hanno affidato a Save the Children il compito di formulare tale progetto in quanto l'associazione è insediata da lungo tempo nel territorio nepalese, dove ha già avviato attività di soccorso alla popolazione. Il progetto individuato sarà reso pubblico entro la fine del mese di febbraio 2016".