Milano, 1 luglio 2017 - Via ai saldi estivi: si apre oggi la «caccia all’affare» a Milano (e non solo). Dal centro alla periferia ammiccano le vetrine delle grandi catene e dei piccoli negozi, una boccata d’ossigeno - sperano i commercianti - per incrementare le vendite dopo una primavera un po’ tiepida quanto a consumi. Un’occasione - auspicano i consumatori - per rifarsi il guardaroba senza dar fondo ai propri risparmi alle porte delle vacanze. Alla vigilia dei ribassi, FederModaMilano, aderente alla Confcommercio milanese, prevede una sostanziale stabilità verso il basso nella spesa rispetto ai saldi estivi 2016: 150 euro a persona per un valore complessivo di 440 milioni di euro. E stima sconti medi tra il 30 e il 40 per cento.

Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e FederModa Milano, pone l’accento sulle «migliori opportunità del settore moda che si potranno provare e acquistare nei nostri negozi per due mesi». Una parola anche sui turisti che spesso «raggiungono Milano proprio per vivere un’esperienza d’acquisto Made in Italy. Auspico che venga sempre più valorizzato un evento che ha cadenza semestrale, non ha bisogno di investimenti e genera valore su tutto il territorio e l’indotto». E soprattutto sugli stranieri confidano i commercianti del centro: «Siamo ottimisti - sottolinea Alessandro Prisco, di AscoDuomo -. Abbiamo avuto un giugno un po’ meno tiepido del solito grazie ai turisti, di varie nazionalità, soprattutto orientali e russi. E speriamo in generale che temperature non troppo afose invitino la gente a uscire». Il meteo per ora promette bene, con sole e temperature sotto i 30 gradi. «Abbiamo intenzione di fare shopping approfittando dei saldi - assicurano Michela Lombardi e Cristina Andrioli, che lavorano in centro -, andremo in cerca di scarpe e vestiti. Ma prima di comprare confronteremo i prezzi con quelli esibiti prima dei saldi». Lella Baratelli invece è poco propensa agli acquisti: «Sto affrontando molte spese. Comprerò solo se mi capiterà un’occasione». Tornando alle previsioni dei commercianti, l’ottimismo si smorza nelle periferie: «C’è molta demoralizzazione, non vedo fermento, neppure nella preparazione delle vetrine. Tra le tasse aumentate e i cantieri della M4 non abbiamo molto di che gioire. Gli aiuti e gli abbattimenti dei costi dovrebbero esserci per tutti i commercianti svantaggiati», sottolinea Gaetano Bianchi, presidente di AscoLorenteggio. Morale non proprio altissimo neppure in zona Niguarda Pratocentenaro, «a causa dei disagi causati dal nostro amico Seveso» che l’altro giorno ci ha fatto visita - dice Carlo Proserpio, presidente di AscoPratocentenaro -. La gente è molto più attenta alle spese, cerca di risparmiare e chiede sconti anche negli altri periodi. Noi stiamo cercando di promuovere gli acquisti nelle piccole attività, esponendo le locandine «Negozio di vicinato, mi piace. Perché la vita dei negozi è anche la vita della zona» .