Milano, 23 ottobre 2017 - Mythos anche quest’anno si conferma come parte integrante di un’offerta teatrale che il Teatro San Babila già dallo scorso ha inserito, come progetto di teatro di innovazione e che vede protagoniste quelle compagnie teatrali che fondano il loro lavoro su una ricerca di linguaggi nuovi a servizio del teatro classico. Dal 6 al 12 novembre, quindi, il Mito sarà l’indiscusso protagonista.

Tutto ciò nasce dalla necessità e dalla voglia di raccontare, attraverso il teatro, la nascita del mito, tramandare attraverso suoni, immagini ed emozioni, le origini dell’uomo. Raccontare il mito vuol dire ripercorrere la storia umana nella sua interezza, sociale e politica, significa soddisfare il bisogno di fornire una spiegazione a fenomeni naturali o risposte a interrogativi sull'esistenza e sul cosmo, arrivati fino al tempo presente. Vuol dire, anche e soprattutto, indagare quelle zone nascoste dell’uomo che si rivelano quando è posto dinnanzi ai più antichi misteri dell’esistenza. La direzione artistica di Mythos Festival è affidata al regista e attore Vittorio Vaccaro che oltre ad avere sviluppato l’idea sulla rassegna terrà un master estivo per attori professionisti, sulla verità dell’attore e sul significato del Mito ai giorni nostri. Gli attori selezionati lavoreranno sul concetto del Caos e del vuoto, quel luogo a noi immaginario ma dove tutto nasce, dove tutto si crea.

 

ECCO GLI SPETTACOLI

'Il mito nel contemporaneo. Conversazioni con Maddalena Giovannelli e Sotera Fornaro' - Lunedì 6 novembre alle 17.30

Nata a Milano nel 1982, si è laureata in Scienze dell’Antichità presso l’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato articoli e saggi e ha partecipato a numerosi convegni, in Italia e all’estero: i campi privilegiati della sua indagine sono la letteratura teatrale della Grecia antica e la ricezione del teatro classico sulla scena contemporanea. Ha collaborato con la redazione milanese de “Il Manifesto” per l’agenda teatrale. Ha collaborato con la Biennale di Venezia sezione teatro per il progetto “L’Ottavo Peccato”: un laboratorio di critica teatrale coordinato da Andrea Porcheddu, volto alla redazione di un quotidiano distribuito in tutti i luoghi del festival. Collabora con la testata on line “Dionysus ex machina” ed è fondatrice e co-direttrice del trimestrale accademico-critico Stratagemmi. Sotera Fornaro insegna Letteratura greca nell’Università di Sassari. Ha scritto su Omero e sulla retorica d’età imperiale. Si occupa si storia degli studi classici e di storia della ricezione del mondo antico. Tra i suoi ultimi libri: Antigone. Storia di un mito, Carocci editore e: L’ora di Antigone dal nazismo agli di piombo, Narr Verlag. Ha scritto il romanzo Centottantasei gradini, vincitore del Premio Letterario Città di Castello 2012.

'Le nuvole' di Aristofane regia di Vittorio Vaccaro, produzione Teatro San Babila - Martedì 7 e mercoledì 8 novembre alle 20.30

Nella commedia “Le nuvole” di Aristofane, un tal Strepsiade manda a scuola dal filosofo Socrate (nella commedia Socrate è presentato come un chiacchierone perdigiorno, che dal suo «pensatoio» a mezz’aria, in direzione delle nuvole, infonde insegnamenti corruttori ai giovani dabbene, negando gli dèi patri) il figlio Fidippide, perché impari a fare bei discorsi in modo da imbrogliare i creditori. L’operazione riesce sin troppo bene: i creditori vengono sì cacciati via, ma l’allegria del genitore per l’effimero successo dura poco. Infatti, venuto a diverbio con il figlio per futili motivi, Strepsiade ne riceve una solenne bastonatura e una dimostrazione ineccepibile del diritto di Fidippide a picchiare il padre. Una messa in scena molto semplice, necessaria, nulla viene nascosto allo spettatore che assiste all’artificio teatrale puro, come uno spettacolo di commedia dell’arte. I personaggi si muovono in un piccolo palco rialzato, muovendosi su delle geometrie precise creando luoghi e atmosfere, attraverso un codice espressivo codificato che accompagna lo spettatore alla risata e al contempo alla riflessione

'L'angelo nato da un sogno (la condizione di Pietro)' produzione Piccolo Paralleo Cecchi-Zappalaglio, consulenza artistica Mara Serina. Giovedì 9 e venerdì 10 novembre alle 20.30

Fra i calanchi delle colline romagnole dove il vento delle montagne si incrocia con quello che arriva dal mare scaturisce la condizione di Pietro. Un uomo che solo in età adulta e solo dopo la morte dei genitori scopre che forse non era figlio loro. Pietro non parlerà mai e non comparirà mai. Lo racconta un amico, con affetto e tenerezza. Un amico che Pietro ha voluto vicino a se, in una ricerca durata anni e mai approdata a nulla. Una ricerca che si svolge in un triangolo maledetto chiamato “Il Far West della Romagna”, fra calanchi da brivido e canti, quasi ululati del vento. L’amico di Pietro, il protagonista del racconto, è il testimone di questa tessitura mai conclusa e ha deciso di raccontare perché così Pietro gli ha chiesto. La Romagna, quella delle colline e delle montagne, sogno perduto per entrambi, è il terzo protagonista, luogo mitico in cui si svolgono le vicende. Silenziosa, ironica, irraggiungibile e affascinante. Quasi un valzer, una mazurka, per celebrare la vita, quella che viene e quella che va.

'La signora del vento' di Rocco D’Onghia regia Lorena Nocera produzione  Teatro Crystal- Compagnia Olive a parte - Sabato 11 e doemnica 12 novembre alle 20.30

E’ la storia di un fratello e di una sorella. Il fratello è morto e la sorella come un fantasma brancola nel buio dell’esistenza alla ricerca di un senso. Dov’è mio fratello? Si chiede. Il corpo della donna è annichilito, privo d’energia, bloccato, spento. Ma la sua mente è flebilmente ancora accesa, stimolata com’è da quella domanda persistente ed ossessiva. Dov’è mio fratello? Dov’è mio fratello? Il fratello era un uomo giovane, un pilota di formula uno d’enorme talento, all’apice della gloria, più volte campione del mondo, osannato da milioni di tifosi, invidiato ed osteggiato dagli avversari. Un mito vivente. Una leggenda. Sembrava invincibile, indistruttibile. Ma era soprattutto un fratello tenerissimo, una persona dolce e generosa, una creatura unica. E magica. La sorella, di qualche anno più grande, è una affermata psicoanalista. Chiusa in una stanza, con l’odore nauseante dei fiori, con la folla vociante che preme all’esterno, la donna comincia un viaggio nella memoria, indietro e avanti nel tempo, con gli strumenti della nostalgia, dell’amore fraterno e dell’immaginazione. Il fratello morto riprende vita, con la sua tuta rossa ed il suo casco, si muove verso una terra altra, un territorio brumoso che è sempre una pista automobilistica. Lì c’è qualcuno che lo attende. Qualcuno che gli sta vicino. Che gli permette di capire chi è stato.

Il 6 novembre ingresso libero; dal 7 al 12 novembre biglietto unico 10 euro.
Teatro San Babila Corso Venezia 2/A - Milano - Tel. 02 798010 info@teatrosanbabilamilano.it
www.teatrosanbabilamilano.it
Biglietteria da martedì a sabato dalle ore 10 alle ore 17
Parcheggio conevnzionato