Milano, 23 settembre 2017 - Menphis, Austin, Melbourne, Bogotà, Berlino, Brighton. L’elenco delle «music cities» che alzano il volume ai quattro angoli del globo sembra fare gola a Milano, che prova ora a iscriversi al club delle metropoli in musica ventiquattrore su ventiquattro con la prima edizione di Music Week, rassegna diffusa in calendario tra il 20 al 26 novembre in 41 luoghi diversi. Il passo necessario, secondo il sindaco Giuseppe Sala, per una città da trecento eventi musicali o giù di lì al mese, con un indotto di quasi cento milioni l’anno, che intenda confermarsi «sempre più internazionale, più solidale e, soprattutto, più giovane». Una manifestazione capace di lasciare subito il segno, come ha spiegato ieri mattina il primo cittadino intervenendo a Palazzo Marino alla presentazione di questa prima edizione, con una formula sicuramente perfettibile, ma in grado di produrre risultati immediati.

La centralità del territorio lombardo sul panorama dello spettacolo italiano sta nelle cifre: il 20,1% delle imprese del settore ha sede qui, dove nel 2016 si sono tenuti 142mila spettacoli con un volume d’affari da 200 milioni di euro, dando lavoro a 928 imprese (9,3% del totale nazionale) e quasi 7mila persone (13,9%). Per questo l’amministrazione comunale ha voluto riunire attorno al progetto tutte le forze che gravitano nel settore. In primo piano la Siae, la Fimi - la federazione che riunisce le multinazionali del disco -, Assomusica, in cui si ritrovano gli organizzatori e produttori di spettacoli, NuovoImaie, l’istituto mutualistico di artisti, interpreti ed esecutori.

In agenda concerti, dj set, dibattiti, incontri, mostre, laboratori, che coinvolgeranno pubblico e operatori del mondo della canzone. Un vero e proprio esercito, come sottolineano i dati che consentono al presidente Siae Filippo Sugar di affermare che la filiera della musica e delle altre industrie creative è oggi il terzo datore di lavoro del nostro Paese.

«In occasione della Music Week la Siae aprirà a Milano il primo Music Export Office italiano, per aiutare artisti ed etichette a lavorare all’estero e attrarre qui professionalità straniere» anticipa. Fra i partner del progetto pure il gruppo Viacom, precursore dell’iniziativa di Palazzo Marino un paio di anni fa con l’organizzazione di quella MTV Music Week propedeutica al ritorno ad Assago, nell’anno dell’Expò, degli European Music Awards. Un legame sottolineato dalla presenza di Luca De Gennaro - vice president of Talent and Music di Viacom per il Sud Europa - al timone artistico della Milano Music Week.

A inaugurare il programma sarà Niccolò Fabi, protagonista di una «opening night» al Teatro Dal Verme all’interno di una puntata di VH1 Storytellers. Ma fra gli altri «addetti ai lavori» in gioco ci sono pure Caparezza, Nek, Francesco Renga, Max Pezzali, la PFM, Nesli, Mauro Pagani, Eugenio Finardi, Le Vibrazioni e, ancora, Gigi D’Alessio, Jamiroquai, Perturbazione, Io Sono un Cane.

Tutto senza dimenticare Linecheck, meeting di professionisti del settore e festival musicale in programma a Base, che ospiterà tra gli altri Little Dragon, Thundercat e Perfume Genius, oltre a una mostra fotografica dell’archivio della storica rivista ‘Musica e dischi’, corsi di formazione di Sae e Cpm, proiezioni di film e documentari, una ‘notte rossa’ del videoclip, presentazioni di libri musicali in collaborazione con BookCity, e un’iniziativa legata a X-Factor. Per ottenere sconti, accessi gratuiti ed eliminare le file, sarà in vendita uno speciale braccialetto di MilanoCard. Londra, con i suoi 20 mila concerti annui rappresenta, forse, un obiettivo ancora lontano, ma Milano si sta attrezzando.