Milano, 7 dicembre 2017 - Partenza, come doveroso, da Palazzo Reale: il 21 febbraio dal Nord ancora più freddo calerà a Milano Albrecht Dürer, protagonista assoluto del Rinascimento tedesco, con il suo tesoro di dipinti, incisioni, disegni, in compagnia delle opere di Cranach, Giorgione, Lotto. Seconda tappa, un mese dopo, il 16 marzo: a salutare l’imminente primavera trenta capolavori di Giovanni Boldini, ritrattista di splendide dame, in trasferta dal Museo di Ferrara alla Gam, la Galleria d’Arte moderna. Un balzo temporale. Il 26 settembre Paul Klee con le sue magnifiche invenzioni, a volte quasi tessuti artificiali di foglie autunnali, in un inedito rapporto con il primitivismo di moda alla sua epoca: giustamente nelle sale del Mudec, il Museo nato per ospitare preziosi patrimoni etnografici.

Ritorno finale a Palazzo Reale: fauni, centauri e minotauri, e insieme guerre e corride, e con loro amore ed erotismo, insomma in 350 opere intitolate al Mito la fantasia sfrenata di Pablo Picasso, l’artista installatosi sul trono dell’arte nel ventesimo secolo. Quattro maestri assoluti domineranno il prossimo anno artistico di Milano. «Città decisa a conquistarsi un ruolo sempre più internazionale, anche continuando a investire nella cultura», ha garantito ieri mattina il sindaco Giuseppe Sala all’affollata presentazione della prossima stagione.

«Dall'arte antica al contemporaneo, in un intreccio di linguaggi, sole costanti l’alto profilo di ogni progetto e il proficuo matrimonio fra pubblico e privato», ha sottolineato a sua volta Filippo Del Corno, l’assessore alla Cultura. Quattro maestri ma oltre sessanta mostre, diffuse in ogni location comunale. Quattro maestri che possono diventare anche cinque: il 1° febbraio inediti materiali prestati da Casa Azul racconteranno al Mudec un volto inatteso di Frida Kahlo, nel suo legame con il “sogno degli antenati”, reperti archeologici messicani. Cinque o sei maestri?

Il 4 ottobre Palazzo Reale ospiterà, a trent’anni dall’ultima apparizione, una maxi-rassegna che ripercorrerà l’intera felice avventura artistica di Carlo Carrà, dal Futurismo alla Metafisica ai “valori plastici”. Altri capifila, più moderni? A scelta. Alla Casa Museo Boschi Di Stefano, in giugno, Luciano Baldessari e Lucio Fontana, quarant’anni di amicizia e lavoro comune. A Palazzo Reale Reale, fra luglio e settembre, le sculture di Alik Cavaliere e le astrazioni di Agostino Bonalumi. Stessa sede, dal 10 luglio, per la “pittura inquieta” di Pino Pinelli. Alla Biblioteca Sormani, il 7 settembre, la religiosità di William G. Congdon. E al Museo del Novecento, il 21 settembre, una colorata analisi della figura di Margherita Sarfatti, “domina” negli anni Venti-Trenta. E, ancora, mostre dedicate a Milano, dalla Galleria alla Prima Guerra Mondiale, alla moda, al Sessantotto, ai musei stranieri, Guggenheim compreso. E persino alla Pietà di Michelangelo. Per le cure del Castello Sforzesco. Ma non la Rondanini, proprio quella vaticana.​