Milano, giovedì 5 ottobre 2017 - Le aspirazioni sono corrette. Il cavalluccio marino, nelle acque europee lungo, anzi, corto, anche poco piú di due centimetri, trasporta un cotton floc, aggirandolo con l’estremità della codina. L’orangutan del Borneo, invece, che non conosce vertigini, si arrampica tranquillo su un albero della foresta pluviale indonesiana. Altissimo. E, al di là delle dimensioni, vince. Ritrae il quadrumane, per citare il vecchio termine ideato da Louis Buffon, primo classificatore delle specie animali, la fotografia che ha fruttato quest’anno all’americano Tim Laman l’ambito titolo di Wildlife Photographer of the Year: alla competizione, indetta dal Natural History Museum di Londra e giunta alla 52esima edizione, hanno partecipato fotografi, professionisti e non, provenienti da 95 Paesi, che hanno sottoposto alla giuria internazionale 50mila scatti.

Sono due immagini, le istantanee dell’ippocampo e dell’orango, che raccontano la bellezza e la diversità della natura ma, al tempo stesso, costituiscono un monito a difenderla e a preservarla: il cotton fioc nell’acqua è solo una particella infinitesimale delle isole d’immondizia che si accumulano negli oceani, le “Vite intrecciate”, questo il poetico titolo della fotografia, dell’albero e dell’orangutan mostrano due specie, una vegetale, una animale, a rischio l’una di sfruttamento, l’altra di estinzione per perdita di habitat ma anche per commercio illegale. Le due fotografie sono solo alcune della ricchissima galleria in mostra negli spazi della Fondazione Luciana Matalon, in Foro Buonaparte 67: un’esposizione che vi torna ogni autunno grazie all’Associazione culturale Radiceunopercento di Roberto Di Leo, che espone le immagini giunte in Italia grazie all’esclusiva concessa alla Pas Events di Torino.

Poetica oltre che suggestiva anche “La luna e il corvo”, un uccello appollaiato su un sicomoro che si staglia contro il cielo azzurro. La fotografia è stata realizzata vicino alla sua casa di Londra da Gideon Knight, appena sedicenne: è lui il vincitore assoluto nella categoria “giovani”. La mostra milanese illustra tutte le immagini vincitrici e finaliste del concorso divise nelle sedici sezioni. Grande successo per i talenti italiani. Sono risultati vincitori il lombardo Marco Colombo (Rettili, anfibi e pesci), il veneto Valter Binotto (Piante e funghi) e il valdostano Stefano Unterthiner (Sul territorio). Ma tutte le immagini meritano ammirazione. Per il coraggio dell’autore: “Il gatto del vicolo” di Nayan Khanolkar, un leopardo di notte nella periferia di Mumbai. O per la rapidità d’esecuzione: “Party di lunatidi” di Tony Wu, un branco di pesci in festa. O per l’inventiva: “La fossa dei formichieri” di Paul Hilton, un brulicare di animali fra i ciottoli. Ricco, come sempre, il contorno della mostra. Per esempio, Marco Colombo condurrà visite guidate ogni venerdí, tranne il 10 novembre, a partire dalle 19.30.

Da domani alla Fondazione Matalon, Milano, Foro Buonaparte 67. Fino al 10 dicembre. Catalogo in galleria.