Milano, 29 settembre 2017 - “C’è ancora molto da studiare, ancora molto da scoprire attorno a Caravaggio, soprattutto sul suo periodo milanese”: sorprendente udire Rossella Vodret pronunciare queste parole, sorridente ma seria, decisa, mentre, nelle sale di Palazzo Reale, nell’elegante penombra predisposta da Pierluigi Cerri, si aggira fra i venti capolavori raccolti sotto il titolo di “Dentro Caravaggio”, la mostra straordinaria che, ancor prima dell’apertura, oggi, ha già toccato le 80mila prenotazioni, tanto che il Comune ha deciso di riaprirle per i gruppi e di ampliare l’orario dell’esposizione nelle fasce serali. Sorprendente la speranza entusiasta di Rossella Vodret, che della mostra è la piú che autorevole curatrice: una mostra che, con il supporto di un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, è, parole del ministro Franceschini, “l’esito finale di una lunga e impegnativa ricerca promossa nel 2009 dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario della morte di Michelangelo Merisi”.

Artista fra i piú amati dal grande pubblico, non solo per la sua arte, anche per l’aura di romantico “maledettismo” che circonda, da sempre, la sua figura. Una lunga ricerca che ha consentito di vedere, appunto, “dentro” le opere di Caravaggio, o, se si preferisce, “sotto” quelle opere come ci si presentano oggi, come noi le conosciamo. Prodotta da MondoMostre Skira, che firma anche il massiccio catalogo denso, nelle sue quasi 400 pagine, di saggi approfonditi, sostenuta generosamente dal Gruppo Bracco, la mostra racconta la genesi di ogni singolo dipinto: alle spalle dell’originale si proiettano i dettagli, le correzioni, i ripensamenti emersi dalle “indagini diagnostiche” condotte con apparecchiature di estrema avanguardia.

Primo esempio: il celeberrimo “Ragazzo morso dal ramarro”. Dipinto probabilmente con l’aiuto di uno specchio: Caravaggio non poteva permettersi un modello... Le “radiografie” hanno rivelato un allargamento del volto corrucciato del ragazzo, l’ampliamento dell’ombra dei capelli sulla fronte, il probabile spostamento della mano sinistra. Modifiche tutt’altro che banali: segnalano una liberazione da rigidi schemi predefiniti. Il “Sacrificio di Isacco” (1603), capolavoro giocato sul contrasto fra il terrore del fanciullo e l’obbedienza di Abramo. Commissione importante. E decisamente innovativa: via l’ara sacrificale, al suo posto una semplice pietra. Esemplare, poi, il “Riposo durante la fuga in Egitto”, opera giovanile - a proposito, la mostra apre oggi, compleanno di Caravaggio - che già rivela la genialità rivoluzionaria del maestro: come il formato “al naturale” delle figure.

Palazzo Reale. Fino al 28 gennaio 2018. Catalogo Skira. Info: 02.92800375.