Milano, 31 dicembre 2017 -  «Da quando sei partito  C’è una grossa novità L’anno vecchio è finito ormai  Ma qualcosa ancora qui non va...»

Filippo del Corno, assessore alla Cultura, sono le strofe del mitico Lucio Dalla in “L’anno che verrà“...cosa ancora non va a Milano?

«Ci sto, vada per Dalla (ride divertito). Una brutta tegola ci è caduta addosso con la sentenza del Tar Lombardia sull’affidamento del Lirico che difatto ha bloccato un cammino a mio giudizio virtuoso per la definitiva restituzione di quel teatro al patrimonio culturale e di produzione della città. Cercheremo di aggiustare».

Non l’unica tegola...

«Ah, vuole infierire... proprio l’ultimo dell’anno! Sì, si, c’è anche il teatro Ringhiera. Speriamo di poterlo ridare al territorio nel giro di due anni. Altra battuta d’arresto anche su Mare urbano..riporteremo dossier e delibera in aula, ad aprile. Perdiamo quattro mesi (peccato!) per uno dei progetti più qualificanti per la nuova vocazione di Milano di città sempre più policentrica e che riconosce nella cultura un fattore di rigenerazione urbana. Eppoi quello che ancora qui non va sono i tempi lunghi per realizzare le opere pubbliche dovuti a norme legislative sempre più complesse». 

«Ma la televisione ha detto che il nuovo anno Porterà una trasformazione...»

Quale?

«Un ricco palinsesto di mostre per aumentare l’attrattività culturale di Milano. Da Picasso a Frida Kahlo, passando per Paul Klee, Giovanni Boldini e Albrecht Durer. Sono alcuni dei nomi che spiccano all’interno della programmazione delle mostre previste per il 2018. Ricordo poi, che l’anno che verrà sarà l’anno del Novecento italiano. Abbiamo lanciato questa idea che è stata raccolta da molte istituzioni culturali della città per un 2018 di riflessione e racconto su cosa ha rappresentato dal punto di vista della cultura e del pensiero creativo il ’900 nel nostro Paese. Avremo una bella mostra su Carrà, una su Giosetta Fioroni. Al Piccolo Teatro un focus su Eduardo De Filippo, ma non mi faccia dire altro... Sarà un palinsesto ricco e stimolante che sottolinea la grande centralità che Milano ha avuto in quel secolo».

«Vedi caro amico/ cosa ti scrivo e ti dico/ E come sono contento/ di essere qui in questo momento...»

Le soddisfazioni maggiori?

«Eh già! Sono contento di aver inaugurato nel 2017 il museo per l’infanzia e l’adolescenza in via Bovio, impegno che abbiamo rispettato. I primi mesi di vita di questo teatro ci dicono che è esattamente quello di cui la città aveva bisogno. Sono orgoglioso della prima edizione della Milano Music week che ha raccolto interesse ed attenzione. Terza cosa: il titolo Unesco di Milano “Città creativa per la Letteratura” che corona il lavoro svolto in questi anni».

Il vicesindaco di Roma Luca Bergamo vuole musei e siti archeologici gratuti. Lei è d’accordo?

«Sono contrario alla proposta del mio amico Bergamo. Penso che la cultura debba essere accessibile ad ogni fascia sociale e sostenibile perché tutti devono concorrere alla conservazione del patrimonio culturale e alla produzione. Noi poi abbiamo le tariffe più basse d’Italia per l’ingresso ai musei civici e alle mostre».

«L’anno che sta arrivando tra un anno passerà/ Io mi sto preparando/ È questa la novità...».

Pronto per il concerto di stasera?

«Accogliamo questo 2018 con arte e musica. Preoccupato? No, piuttosto ce ne siamo occupati e abbiamo rafforzato tutte le misure di sicurezza. Certo quanto successo a Torino ci ha fatto fare dieci passi indietro. Ma sarà una serata di festa e di musica».