Milano, 18 giugno 2017 - Da una parte Jodorowsky. Guru planetario di surrealismo, psicomagia, tarocchi e quant’altro. Con passato cinematografico parecchio visionario (si veda “El Topo”, 1970). Dall’altra Niguarda, quartiere popolare e rosso per codice genetico, l’antifascismo scritto a caratteri cubitali sui muri. Mondi lontani: quale l’anello di congiunzione? Ovviamente Minima Theatralia di Marta Marangoni, che da anni si aggira sui marciapiedi a tirar dentro la gente con il teatro. A raccogliere memorie, sogni, cicatrici. Lavoro enorme. Di chi non teme di confrontarsi con il paese reale. E che anche quest’anno si concretizza in una nuova produzione. Titolo: “Epopea dell’irrealtà di Niguarda”, oggi al debutto all’Argomm di via Graziano Imperatore 40, all’interno della festa di quartiere.

Esito del laboratorio “Ascolto il tuo cuore, città 2017”, porta sul palco un elenco lungo così di cittadini-attori, sotto la guida della stessa Marangoni e con le musiche di Fabio Wolf (insieme sono i Duperdu). Insomma: un meraviglioso delirio. Nato dai racconti di vita e di periferia degli stessi niguardesi. E a cui ha dato forma drammaturgica Francesca Sangalli. Scrittura preziosa quella dell’autrice milanese. Qui a modellare una caleidoscopica storia del quartiere, ispirata all’immaginario jodorowskiano. Una parata di personaggi lunari. Pronti ad emozionare con una poesia lieve, gonfia di libertà e gioia di vivere. Doppia replica alle 15.30 e alle 18 (max 50 spettatori). Poi in giro a far festa. E domani sera sempre a Niguarda altro debutto nazionale, questa volta al Cooperativa di via Hermada con “Filax Anghelos”. Testo e regia di Renato Sarti, è un monologo con protagonista Massimiliano Loizzi, qui nel non facile ruolo di una donna in manicomio. Una personalità scissa. Che raccontando se stessa, racconta la complessa evoluzione di un paese.