Milano, 5 novembre 2017 - Sì, ne è valsa la pena. Per i Decibel rimettersi insieme è stata una gran bella avventura. E domani sera approdano al Fabrique «per festeggiare l’ultima data di un tour carico di soddisfazioni umane ed artistiche». Parola di Enrico Ruggeri. Sul palco a dare man forte a Ruggeri, Silvio Capeccia e Fulvio Muzio ci saranno Paolo Zanetti alle chitarre, Fortu Sacka al basso ed Alex Polifrone alla batteria, ma non ospiti speciali. «Nel nostro caso non si ripeterà quel rituale in base al quale i soliti dodici fanno a turno un concerto con gli altri undici che vanno a fare gli ospiti. L’ottica di questo show al Fabrique è diversa. Vogliamo fare il punto su un cammino che ci ha visti suonare meglio di sera in sera».

I Decibel in tre hanno più di 180 anni, ma quando sono in scena debbono sentirsi ancora il trio di vent(itre)enni che nell’80 giocava con “Contessa” sul tavolo verde di Sanremo la sua carta più alta. Stesse dinamiche, stesso piacere, stesso umorismo. In fondo Capeccia e Muzio sono rimasti quelli di un tempo; un laureato in marketing appassionato di tastiere e di musica d’ambiente e un medico nutrizionista abilissimo con la chitarra. «Le malizie di questo nostro mondo non le conoscono ed è bello così», chiosa l’amico di sempre. Le band si riuniscono e si risciolgono, ma per nei Decibel cresce la tentazione di farsi il regalo più grosso: ancora un po’ di tempo. “Dopo l’album ‘Noblesse oblige’ e 40 concerti, passiamo ancora i nostri pomeriggi in studio a suonare e questo significa che almeno un altro giro lo faremo». Magari all’Ariston. «Siamo un po’ in ritardo sui tempi del Festival, ma un 10% di possibilità di tornare in gara ce lo giochiamo lo stesso», rivela Ruggeri. “Manca ancora un mese e quindi il tempo per trovare il riff giusto l’abbiamo...».