Assago (Milano), 11 novembre 2017 - Quando sei Bryan Adams puoi regalarti il lusso di non badare al contingente e girare il mondo anche senza nuovi album da promuovere. Cento milioni di dischi venduti, la seconda permanenza più lunga di sempre in cima alla classifica dei singoli inglesi e ancora album, colonne sonore, duetti a profusione con teste coronate del pop come Sting, Rod Stewart e Tina Turner. Stasera il rocker canadese, 58 anni, è al Forum di Assago, accompagnato dal suo migliore amico, Keith Scott, alla chitarra, e da Mickey Curry alla batteria, oltre che da Gary Breit alle tastiere e Norm Fisher al basso.

In repertorio ci sono pure i due inediti che impreziosiscono la recente antologia “Ultimate”?

«Sì, “Ultimate love” e “Please stay” sono entrambi in scaletta».

Nel bis di solito suona pure brani di Elvis o Eddie Cochran. È il suo tributo a due divinità del rock’n’roll?

«Se ci fossero gli dei, entrambi siederebbero nell’Olimpo. Amo la musica di quel periodo…».

Tra la pubblicazione di “11” e del successore “Get up!”, uscito nel 2015, sono passati sette anni. Quanti se ne dovranno aspettare per ascoltare un suo nuovo album d’inediti?

«Ne pubblicherò uno l’anno prossimo, ma sarà cantato dal cast del musical tratto dal blockbuster “Pretty woman” a cui ho lavorato negli ultimi tempi».

Le canzoni che ha scritto per questa versione teatrale di “Pretty woman” andranno ad integrare quelle di Roy Orbison, Natalie Cole, Roxette contenute nella colonna sonora del film o no?

«La pièce non conterrà le canzoni del film di Gerry Marshall, che ha collaborato pure a questo adattamento teatrale prima di lasciarci, in quanto non raccontavano la storia ma erano solo un contorno. I pezzi di un musical, infatti, debbono essere funzionali alla narrazione».

Quindi?

«Con Jim Vallance ho composto sia le musiche che i testi, smontando e rimontando gli uni e gli altri fino ad ottenere esattamente quello che andavamo cercando. Alcune canzoni le abbiamo riscritte anche anche quattro volte».

Potendo liberamente scegliere tre popstar per i ruoli del miliardario Edward Lewis, della bella Vivian Ward, e del direttore d’hotel Barney Thompson per il musical di “Pretty Woman”(a Broadway dall’anno prossimo), su chi punterebbe?

«Be’ St. Vincent nei panni di Julia Roberts, David Byrne in quelli di Richard Gere ed Iggy Pop nel ruolo di Mr.Thompson».

Quali sono i musical che ha amato di più in vita sua?

«Sono sempre stato più attratto dalle rockbands che dalle commedie musicali. Ci sono alcuni brani di musical che hanno colpito la mia fantasia, ma avrebbero dovuto essere interpretati con un più deciso graffio rock».