Milano, 17 marzo 2016 – Apre oggi a Milano la sesta edizione di Affordable art fair, il salone internazionale dell’arte contemporanea a buon mercato. Per intenderci, le 84 gallerie ospiti fino a domenica al Superstudiopiù di via Tortona non vendono opere sopra i seimila euro di prezzo. Si parte sotto i 500 euro, «specie con fotografie che piacciono al pubblico più giovane», spiega Manuela Porcu, 30 anni, neodirettrice della manifestazione.

«Abbiamo visitatori dai 25 anni in su – prosegue l’esperta -, come le famiglie che hanno appena messo su casa e cercano il pezzo giusto». L’anno scorso l’Affordable art fair di Milano ha chiuso i battenti con tredicimila visitatori, 1,3 milioni di euro di opere vendute, per una media di duemila euro di spesa per pezzo. Numeri che la Porcu intende consolidare anche quest’anno. Nata nel 1999 a Londra, per iniziativa del gallerista Will Ramsay, con un salone a Battersea Park, a cui parteciparono oltre diecimila persone, Affordable art fair è diventata un fenomeno globale a partire dal 2001, dopo il successo della seconda edizione annuale londinese.

Tanto che il fondatore si è deciso a esplorare anche nuovi mercati. Nel 2015 si sono tenute 17 edizioni in tredici città nel mondo, tra cui: Amsterdam, Bristol, Bruxelles, New York, Milano, Singapore, Stoccolma, Amburgo, Maastricht e Hong Kong e nel complesso, oltre 1,6 milioni di persone hanno visitato una delle fiere, acquistando opere d’arte per 295 milioni di euro. L’ultima pedina, a settembre, si è mossa su Seul, tanto che quest’anno Milano ha sposato la Corea, invitando una serie di gallerie del Paese con un’arte che la direttrice definisce «un pop molto concettuale». In genere, ogni quattordicesimo visitatore di Affordable art fair compra un’opera in fiera e un quinto degli acquirenti è al suo primo acquisto di opere d’arte. Ma come orientarsi tra pezzi street, firme emergenti, fotografia, produzione italiana e straniera? Per Porcu, «conviene fare almeno due giri, poi parlare con i galleristi, fare tante domande, e farsi guidare attraverso le sezioni in cui è divisa la mostra».
Questa sera, in onore di Seul 2015, c’è l’Asian night, una serata dedicata alla cultura coreana con perfomance artistiche, aperitivo con sapori locali, musica pop e corsi di scrittura. Domani a Milano l’Art night out, la notte bianca dell’arte, con oltre ottanta tra gallerie, negozi, studi di design e atelier d’artista che accoglieranno fino a mezzanotte curiosi ed esperti.