Il maestro del Post Impressionismo approda in città con una mostra che ripercorre gli snodi principali di 46 anni di carriera
Milano, 14 ottobre 2011 - Sarà presentata in anteprima lunedì prossimo, una delle mostre più interessanti del panorama culturale milanese. A Palazzo Reale, infatti, approda Paul Cezanne (Aix-en-Provence 1839-1906), il maestro del post Impressionismo che ebbe grande influenza su movimenti come il Cubismo e il Surrealismo. Un pittore "tenace e solitario, inventore di un linguaggio unico e fortemente riconoscibile - spiegano i curatori -, frutto di una disciplina ferrea, di una eccezionale intelligenza visiva, di un metodo studiato e ristudiato che ha per scopo la trasfigurazione della visione oggettiva in una pittura armonica ed essenziale".
L'esposizione, promossa dall'Assessorato alla Cultura Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale e Skira, è sostenuta dal supporto straordinario del Musée d'Orsay che assicura un eccezionale gruppo di prestiti. La curatela è di Rudy Chiappini con la collaborazione di Denis Coutagne, e di un Comitato Scientifico che annovera Philippe Cézanne, pronipote dell'artista e Guy Cogeval Direttore del Musée d'Orsay. La mostra presenta circa quaranta opere, provenienti da grandi musei internazionali, tra i quali figurano, oltre al già citato Musée d'Orsay, il Musée de l'Orangerie, il Petit Palais, la Tate, l'Hermitage, la National Gallery di Washington, il Musée Granet di Aix-en-Provence, l'Ateneum Art Museum di Helsinki, il Chrysler Museum of Art di Norkolk, il Princeton University Art Museum.
Il tema portante dell'esposizione riguarda l'attività di Cézanne in Provenza, con perno ad Aix e nei celebri atéliers, a cominciare da quello di Jas de Bouffan, la casa di campagna paterna, e poi Lauves e quello degli
ultimi anni, ma anche i luoghi a lui cari come l'Estaque, Gardanne, Bellevue, Château Noir, Bibémus, dove l'artista realizza moltissime sue opere. La sua è una produzione che si divide tra l'attività "en plein air" o, come amava ripetere, "sur le motif", e lavori in studio, dove crea soprattutto i ritratti o le nature morte, ma dove in realtà spesso
rielabora, rifinisce, sviluppa i temi cominciati all'aperto.
Si tratta dunque - ricordano i curatori - di un'occasione privilegiata per avvicinarsi all'opera di Cézanne. Il percorso della mostra segue la biografia dell'artista, intrecciandone però le tematiche più care e congeniali, dalle prime opere realizzate attorno al 1860, nel solco della tradizione artistica dell'epoca, passando per i magnifici e inarrivabili ritratti di amici, familiari, gente comune, arrivando ai paesaggi, dapprima vicini agli esiti impressionisti, poi superati in una visione più concreta e formalmente definita, incontrando le celebri nature morte, dove il maestro porta all'estremo la sua ricerca di essenzialità e la sintesi tra colore e volume, sino agli ultimi straordinari dipinti degli inizi del Novecento.
La mostra inaugura il 20 ottobre e prosegue fino al 26 febbraio.