Milano, 12 gennaio 2017 - Un italiano deportato a Buchenwald, Giovanni Cavecchia, lo ritrovò sotto le macerie di una casa bombardata vicino al campo di concentramento e ora, dopo olte 70 anni, quel violino torna a suonare grazie alla Scuola internazionale di liuteria a cui è stato affidato dal nipote di Cavecchia, Marco Del Cielo.

Il violino di Buchenwald, restaurato dagli studenti della scuola di liuteria Antonio Stradivari di Cremona, tornerà a far sentire il suo suono nell'ambito dello spettacolo "Che non abbiano fine mai", curato da Eyal Lerner e realizzato nell'ambito del Progetto Memoria curato dalle Consulte studentesche di Lombardia, in programma al Teatro Dal Verme di Milano il prossimo 22 gennaio. "Il violino è tornato a suonare all'inizio 2016 in uno spettacolo organizzato dalla Consulta degli Studenti cremonese che diede il via al Progetto Memoria - spiega Daniele Carlo Pitturelli, preside della Scuola di liuteria Stradivari -, allora facemmo un intervento di massima, poi Del Cielo ce lo ha affidato e con la collaborazione della classe di Alessandro Voltini abbiamo proceduto al recupero dello strumento".