Milano, 11 novembre 2016 - "Fatevi guidare dall'intelligenza e dalla curiosità. Innamoratevi della scienza, della ricerca, che è bellissima, e dei suoi metodi. Siate allegri e irrispettosi". È l'eredità lasciata da Umberto Veronesi ai giovani, attraverso le parole di Pier Giuseppe Pelicci, Condirettore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia, che ha preso la parola stamani a Palazzo Marino nel corso della cerimonia laica di addio all'oncologo scomparso martedì sera.

Lavorare a fianco di Veronesi è stato per Pelicci "un cantiere che non si è mai chiuso. Umberto progettava tantissime ricerche, tutte con un solo scopo: promuovere la salute. E tutte volle inserirle in diversi contesti, innanzitutto a Milano, la sua città, e in Europa. Il suo obiettivo: mettere insieme le persone migliori". Umberto Veronesi "provocava - ha detto Pelicci - uno stress continuo in tutti gli scienziati che avevano a che fare con lui". E a ragione, perché "moltissimi progetti che lui ha lanciato hanno avuto successo", e nonostante le sue iniziative erano sempre rivolte alla cura del paziente, "ha difeso sempre la ricerca fondamentale".

"E quando gli si comunicava un successo - ha ricordato ancora l'oncologo - le sue parole erano: 'bene, bellò. Qualche volta aggiungeva qualche complimento. Ma poi aggiungeva sempre: 'E adesso?, qual è il nuovo progetto?' Perché non si fermava mai, il suo pensiero era sempre rivolto al domani".