Milano, 12 settembre 2017 - Sono intervenuti i carabinieri questa mattina presso due scuole per due episodi analoghi legati a due alunni non accettati a scuola perché non in possesso della documentazione obbligatoria sui vaccini. Un episodio è avvenuto nella scuola materna di via Goldoni, dove, dopo il 'no' della direzione all'ingresso a scuola dell'alunno per cui non erano state presentate le certificazioni, i genitori hanno chiamato i carabinieri, ma come previsto dalle recenti norme sugli obblighi per i vaccini non c'è stata possibilità che il bambino entrasse a scuola. I genitori si sono anche rifiutati di firmare l'autocertificazione che prevede di mettersi in regola entro marzo, sostenendo: "Siamo obiettori, non li firmeremo mai". La preside dell'istituto - stando a quanto appreso - ha quindi stilato un verbale per descrivere il fatto e giustificare il rifiuto in riferimento alla norma, con l'intenzione di inviarlo all'assessorato regionale. La coppia ha quindi evocato la possibilità di ricorrere al Tar.  Secondo i due genitori un episodio simile sarebbe avvenuto anche a Sesto San Giovanni.

I DATI NEL COMUNE - 3.300 famiglie non hanno consegnato i documenti vaccinali. I loro figli non potranno frequentare nidi e materne ai quali pure sono e potranno restare iscritti, pagando le rette e occupando posti in graduatoria, finché mamma o papà non avranno prodotto almeno un’autocertificazione, o il certificato medico per giustificare d’aver saltato qualche vaccino. Questi i conti del Comune, allo scadere dell’ultimo giorno per adempiere al primo dovere della legge Lorenzin, nell’anno scolastico primo, mese secondo dalla reintroduzione dell’obbligo di vaccinare. Ben 7.200 genitori l’hanno fatto in zona Cesarini, se venerdì solo il 68,2% delle 33 mila famiglie milanesi con figli iscritti ai nidi e alle scuole d’infanzia comunali era a posto, e ieri sera la percentuale era schizzata al 90%. Merito, anche, di segretarie e maestre che hanno martellato le mamme dall’apertura degli asili una settimana fa.

Secondo il Comune, del restante 10 per cento - i 3.300 genitori di cui sopra - almeno metà sono famiglie di bambini che non hanno ancora iniziato a frequentare, e potranno presentare la documentazione necessaria quando i figli inizieranno l’asilo. Infatti la scadenza che non ammetteva proroghe, secondo il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, è stata parecchio annacquata dall’ultima circolare ministeriale: appena uno porta i documenti può rientrare. Molto ammorbidita anche la fatica per i genitori dei bimbi in età d’asilo - almeno cinquemila a Milano - scoperti dai vaccini obbligatori senza giustificazione: basta l’autocertificazione di una richiesta di mettersi in pari, fatta anche via mail o con una telefonata, per continuare a usufruire del servizio. E sembra questa l’indicazione di alcuni comitati sedicenti «free vax» per prendere tempo, almeno finché il centro vaccinale non li chiamerà. Il problema è l’altro 5 per cento: al netto di smemorati, allergici ai mezzi di comunicazione, stranieri in difficoltà con la burocrazia, sono genitori che non vogliono vaccinare i figli. Potenzialmente tra mille e 1.500, e preoccupano il Comune non poco