Milano, 12 febbraio 2018 - Un biglietto scritto a penna da Alessandro Garlaschi tra gli elementi che indicherebbero un suo "chiaro interesse sessuale" nei confronti  di Jessica Valentina Faoro, la 19enne uccisa mercoledì scorso in via Brioschi. E' quanto scrive il gip Anna Calabi nell'ordinanza con cui ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere per il tranviere accusato dell'omicidio della giovane.

Dagli atti di indagine emerge anche - come si evince dal provvedimento del gip - come il tranviere avesse preteso dalla moglie (che la notte del delitto si trovata dalla suocera e che è risultata estranea all'omicidio) che si presentasse a Jessica come sua sorella, anziché come sua consorte. A dimostrarlo è l'annotazione dei carabinieri intervenuti il 1 febbraio scorso nell'appartamento di via Brioschi su richiesta della 19enne. "La ragazza - si legge nel provvedimento - aveva riferito ai carabinieri di voler lasciare la casa sia perché quella sera mentre riposava il Garlaschi le aveva accarezzato il braccio spaventandola, sia perché lui le aveva raccontato di rapporti occasionali avuti in passato con altre donne, sia per il rapporto ambiguo che l'uomo aveva con la sorella". Per gli inquirenti è la prova che il tranviere, "che non risulta avere sorelle, così aveva presentato a Jessica quella che in realtà era la propria moglie". Tutti particolari "significativi - sottolinea il gip Calabi - al fine di far luce sul movente della brutale e mortale aggressione di cui è stata vittima che potrebbe essere stata preceduta da un approccio di natura sessuale respinto dalla ragazza".

Come si legge nell'annotazione dell'intervento, la ragazza aveva chiamato i carabinieri "al fine di ritirare i propri effetti personali dall'abitazione di via Brioschi ove dichiarava di essere ospite di un ragazzo di nome Alessandro, conosciuto su internet una settimana prima, in cambio di prestazioni domestiche e pulizia". Jessica raccontò ai carabinieri di "voler lasciare la casa" dell'uomo. La ragazza riferì ai militari - scrive il gip - che "mentre riposava Alessandro Garlaschi le aveva accarezzato il braccio, spaventandola". Nel provvedimento il giudice cita una relazione medico legale da cui emerge che la ragazza sarebbe stata colpita con 40 coltellate. "Deve valutarsi altamente probabile - scrive ancora il gip - la possibilità che il suo piano iniziale prevedesse di disfarsi del corpo della vittima per poi darsi alla fuga sicché, ove lasciato in libertà, è probabile che possa allontanarsi dal territorio nazionale, per sottrarsi alle gravi responsabilità connesse al gesto di cui si è reso responsabile".