Milano, 4 agosto 2017 - Quando il sogno di un amore si trasforma in un prelievo sul conto corrente. La truffa in fatto di cuori solitari è dietro l’angolo: iscrizioni gratis per un periodo di prova, che poi si trasformano automaticamente in un servizio a pagamento, a cifre costanti, senza che il malcapitato di turno ne sappia nulla. Agenzie che promettono incontri romantici, che siano a «scopo matrimonio» o per semplice conoscenza, con tanto di catalogo online di bellezze creato pescando sui social network le foto di ignare ragazze, che vivono magari dall’altra parte del mondo. Ecco solo alcune delle trappole che sempre più di frequente si nascondono in rete. Un terreno dove «dominano l’anarchia e la mancanza di regole».

Agenzie matrimoniali virtuali o semplici siti di incontri, che si possono aprire con costi di gestione minimi, hanno messo in crisi le società con una sede fisica, dipendenti e uffici. La metà, secondo le associazioni di categoria, negli ultimi anni è stata costretta a chiudere. Alcuni operatori online offrono un servizio serio, altri si muovono sfruttando l’assenza di controlli in un mercato sempre in crescita, in particolare in Lombardia. «Mi sono stati inviati profili di persone residenti lontano dalla mia città – si legge in un esposto – non idonei e assolutamente non in linea con quelle che erano state le mie richieste». Un altro utente segnala alle associazioni di consumatori di aver versato 80 euro per l’iscrizione a un sito senza ricevere, a distanza di settimane, «alcuna richiesta di contatto».

Nel migliore dei casi l’iscritto perde un centinaio di euro. In altri la spesa può arrivare fino a duemila. «Quando scatta questo tipo di meccanismo la difficoltà sta nel recuperare i soldi – spiega Pietro Moretti, vicepresidente dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) – e spesso le persone preferiscono lasciar perdere. Riceviamo decine di segnalazioni ogni settimana, quasi tutte da parte di uomini, per episodi che spaziano dall’inadempimento contrattuale fino alla vera e propria truffa. Il nostro consiglio è quello di agire con la massima cautela quando si acquistano servizi online, verificando l’attendibilità del sito e leggendo attentamente il contratto. Per recuperare il denaro speso è possibile fare causa davanti al giudice di pace. Quando il sito ha sede in Paesi extra-Uei, diventa molto difficile». Attenzione anche ai periodi di prova gratuiti, perché nella quasi totalità dei casi il contratto si rinnova automaticamente e iniziano i prelievi. Per farli cessare non basta cancellare il profilo, bisogna inviare una raccomandata.