Pioltello (Milano), 9 febbraio 2018 - Voci agitate,, terrorizzate, qualcuna disperata. Sono quelle dei passeggeri del treno Cremona-Milano deragliato a Pioltello, che negli istanti successivi allo schianto chiedono aiuto al cellulare e chiamano i soccorsi. Sono decine e decine i passeggeri delle carrozze coinvolte nell’incidente che in quei momenti terribili, quando tutto è ormai avvenuto (ma che cosa esattamente nessuno sa) telefonano ai centralini della questura, dei carabinieri, delle ambulanze.

Ora gli investigatori stanno recuperando gli audio di quelle drammatiche chiamate per riascoltarle una per una. Un lavoro certosino che probabilmente non riserverà sorprese particolari, ma che servirà agli inquirenti per completare il quadro dei racconti dei pendolari che erano a bordo del convoglio e che da giorni ormai stanno mettendo a verbale le loro testimonianze. Intanto pare confermato che la tavoletta di legno “tampone” trovata nel cosiddetto «punto zero» dove è deragliato il treno, un chilometro prima della stazione di Pioltello, sarebbe stata collocata sotto il giunto della rotaia incriminata alcuni mesi prima dell’incidente. Il dettaglio emerge da documenti al vaglio di pm e investigatori nell’inchiesta che vede otto persone tra vertici e tecnici Rfi e Trenord indagate per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro in relazione ai controlli e alla manutenzione.

Alcune ore dopo l’incidente, gli investigatori della Polfer avevano trovato sotto il giunto usurato la «staffa» di legno che sarebbe stata messa per sostenere la rotaia ed evitare che, probabilmente a causa di un cedimento della massicciata, battesse contro le pietre al passaggio dei treni che continuamente transitano su quella tratta. Nel cosiddetto «punto zero», tra l’altro, si era staccato un pezzo di 23 centimetri della rotaia proprio sopra il giunto. Tutti elementi che vengono valutati, sotto il profilo di possibili carenze nella manutenzione, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti. Gli accertamenti, tra l’altro, come richiesto anche dalla difesa di Rete Ferroviaria Italiana, si concentreranno anche sui carrelli, sulle ruote e sui freni del treno. La prossima settimana dovrebbe tenersi una riunione tra inquirenti e consulenti per valutare con quali modalità eseguire i controlli su tutti i pezzi di binario e vagone (ma anche sulla “scatola nera”) che sono stati rimossi in questi giorni e trasferiti in un hangar. Potrebbe trattarsi di «accertamenti tecnici irripetibili», che avverrebbero alla presenza anche dei consulenti della difesa, o prendere la forma di un vero e proprio incidente probatorio per cristallizzare le prove in vista del processo, ipotesi però meno probabile. Intanto, proseguono le operazioni di rimozione dei vagoni: quando saranno completate, probabilmente entro il fine settimana, l’area dove è avvenuto l’incidente verrà dissequestrata dalla Procura.