Pioltello (Milano), 7 febbraio 2018 - È stato recuperato il carrello che si era staccato dal vagone per la forza d’urto dell’impatto, reperti destinati a diventare terreno di battaglia in tribunale. Sarà un procedimento difficile, con un fuoco incrociato sul rimbalzo di responsabilità. Da una parte il guasto ai binari accertati dai sopralluoghi tecnici nei giorni scorsi, dall’altra gli accertamenti sui vagoni.

Una palla infuocata, quella delle responsabilità, che potrebbe rimbalzare tra Rfi e Trenord. A tredici giorni dall’incidente ferroviario di Pioltello, ieri mattina sono ripresi i lavori per la rimozione del treno deragliato al confine tra Pioltello e Segrate. La giornata è stata lenta e faticosa. Non è stato possibile smantellare la carrozza numero tre - quella più danneggiata, dove sono decedute le tre donne – perché il quarto vagone ostruiva l’accesso delle gru. E così ieri c’è stato un cambio di programma. È stato recuperato il carrello della terza carrozza, elemento di prova determinante in vista del processo, ed è stato staccato anche il carrello del quarto vagone, entrambi già trasportati con un tir verso l’hangar della stazione milanese di Greco. Ormai era tardi per finire il lavoro e così il quarto vagone è stato solo spostato dai binari, perché trasportarlo con un tir dalle dimensioni eccezionali nell’ora del traffico di punta avrebbe mandato in tilt la viabilità. Questa mattina nuova giornata di cantiere per i tecnici delle ferrovie, che stanno lavorando sotto il controllo della Polfer e coordinati dalla procura di Milano che indaga sull’incidente.

Oggi le operazioni si concentreranno sugli ultimi due vagoni rimasti sui binari e sul locomotore. Non è ancora chiaro quanti giorni ci vorranno per ripristinare la circolazione ferroviaria, anche perché nei prossimi giorni dovranno essere ripristinate le arcate dei binari che sono state staccate dal «punto zero». La situazione sta creando disagi a cascata su tutto il territorio. Il terminal intermodale di Melzo, uno dei più attivi del Nord Italia, è ancora bloccato. Lo sottolinea il Gruppo Contship, azienda leader nel business dei terminal container marittimi e nel trasporto intermodale, auspicando «che tutti i soggetti coinvolti lavorino con maggiore rapidità per evitare ulteriori ricadute economiche negative su aziende e operatori privati».