Milano, 4 ottobre2017 - Trent'anni, italiana con origini mediorientali e residente nel monzese, di religione islamica ha sposato e poi lasciato e denunciato per stalking il 36enne egiziano espulso il 30 settembre in seguito ad un provvedimento del Ministro dell'Interno Marco Minniti, a tutela della sicurezza dello Stato, perché ritenuto vicino alle reti di foreign fighter. Lei, sua ex moglie, che della sua radicalizzazione e vicinanza ad appartenenti all'Isis ha affermato di non sapere nulla, ha voluto raccontare la sua esperienza di vita al suo fianco.

"È stato espulso il giorno della sua scarcerazione (era in carcere per stalking) è stato uno choc e allo stesso tempo un sollievo. Non avevo idea di cosa stesse facendo". Dalla sua unione con il 36enne è nata una bambina, sei anni fa. "Ci siamo sposati con rito islamico, io tengo molto alla mia religione, - ha raccontato - ma non abbiamo mai formalizzato l'unione in sede civile". Il matrimonio però è stato un incubo "ho subito continue violenze psicologiche, aveva la mania del controllo - ha proseguito la trentenne - e io l'ho lasciato". Siamo nel 2016 e fino al suo arresto per stalking, a seguito della denuncia della donna alla Polizia di Stato di Monza, l'egiziano "ha continuato a perseguitarmi, facendo pressioni e minacciando chiunque mi conosca perché mi costringesse a rivedere la mia decisione. Ha usato anche mia figlia per aizzarmi contro parte della comunità islamica monzese". La donna ha però trovato un nuovo compagno e un Imam disposto a divorziarla e risposarla. "Credevo che saremmo riusciti ad
andare avanti, ma poi il mio ex ha minacciato il mio secondo consorte, sua figlia e gli ha distrutto la macchina. Per la sicurezza di tutti- ha aggiunto - ci siamo lasciati".

Assistita dagli avvocati Luca Valaguzza e Tommaso Fermi del foro di Monza, la donna ha continuato la sua battaglia per la libertà «"ontro le decine di messaggi che pubblicava su Facebook contro di me, ogni giorno". Partendo dalle indagini sullo stalking operato dal 36enne via social, l'autorità giudiziaria è risalita ai contatti dell'uomo con membri dell'Isis. "Ora che è stato espulso mi sento libera,voglio dire a tutte le donne di denunciare, e voglio ringraziare la Procura di Monza e le forze dell'ordine".