Milano, 17 novembre 2017 - Tempo di Libri, la fiera internazionale dell’editoria, si presenta in anteprima a Bookcity che fa gli onori di casa e apre le porte della Fondazione Corriere, sala Buzzati, nella giornata riservata alle scuole. E festeggiando il «ciclone» Bookcity Tempo di libri si prepara alla sua «festa» con trecento ragazzi che leggeranno in fiera alcuni degli incipit letterari più noti raccolti da Fruttero e Lucentini. Ieri Ricardo Franco Levi, presidente di Aie e de La Fabbrica del Libro e il direttore di Tempo di libri, Andrea Kerbaker, hanno presentato le prime coordinate della seconda edizione della Fiera internazionale dell’editoria che si terrà da giovedì 8 a lunedì 12 marzo nella storica area espositiva di fieramilanocity.

Mancano quattro mesi ma diciamolo subito: non è paragonabile con l’edizione dello scorso anno, a partire dalla sede, in viale Scarampo, dalla data poichè la scelta dall’8 al 12 marzo ne fa il primo evento editoriale dell’anno nel calendario internazionale. E dal palinsesto, chiaro, con filoni tematici che attraverseranno le «cinque giornate di Milano». Con un programma per le scuole elementari, medie e superiori che punta tutto sul Gioco dei perchè di Dino Buzzati - illustrato ieri da Lorenzo Viganò - che permetterà ai bambini e ragazzi di confrontarsi e rispondere ad alcuni dei quesiti posti al tempo e ancora attuali come potere, diseguaglianze o razzismo in America. Da gennaio sul sito di Temo di Libri saranno pubblicate le risposte di Buzzati, da febbraio scrittori ed intellettuali commenteranno le risposte dei ragazzi e i loro nuovi perchè in vista della visita in Fiera. Tempo di libri con i «perchè» entra anche in quattro carceri, San Vittore, Beccaria, Bollate e Pavia.

er Kerbaker sarà importante il «clima di festa» (e di feste in calendario ce ne sono a partire dal 9 marzo per i 120 anni dell’Inter e i 100 di Vita e Pensiero solo per citarne alcune) che si verrà a creare, inclusivo, con caffè letterari e letture collegiali, per incoraggiare la lettura e invitare tutti nella «sua casa», in centro, per cinque «divertenti giorni». Anche Levi insiste su questo aspetto e sul concetto di «collaborazione istituzionale». «Aie ha deciso quest’anno di raddoppiare il proprio sostegno a BookCity nel segno della collaborazione tra tutti noi che organizziamo manifestazioni sui libri. Lo stesso senso di coesione vale per tutta Italia, e una volta per tutte vorrei dire che Milano e Torino fanno parte di un’unica grande famiglia del libro, guai a parlare di contrapposizioni». A guidare ogni giornata in fiera ci sarà un filo rosso: giovedì 8 protagoniste le donne – autrici, lettrici, festeggiate speciali, venerdì 9 la ribellione nelle sue forme più diverse, sabato 10 obiettivi puntati su Milano, con la sua anima letteraria (celebrazione di Hemingway con una letcio) i grandi eventi che l’hanno attraversata, domenica 11 carta bianca alle immagini, in un gioco di riflessi tra il libro e le altre discipline e lunedì 12 viaggio alla scoperta delle nuove frontiere del digitale. Il direttore di Tempo di libri Kerbaker non fa previsioni sull’affluenza che l’anno scorso non raggiunse livelli di grande soddisfazione. E gli editori italiani come si comporteranno quest’anno? Levi che è stato scelto per ricomporre la frattura con gli editori indipendenti avvenuta sotto la presidenza di Motta, pare convinto che «andranno in entrambe le fiere, Torino e Milano». Forse un discorso praticabile per i «big» dell’editoria, meno per le case editrici più piccole. Ma si vedrà.