Milano, 22 dicembre 2017 - Carlotta Benusiglio, 37 anni era ex modella e stilista. Venne trovata impiccata ad un albero in piazza Napoli, non lontano dal centro, vicino alla sua abitazione la notte del 31 maggio dell’anno scorso. Per gli inquirenti, almeno finora, suicidio. Anche se il fidanzato Marco Venturi era stato denunciato dalla donna più volte ed era indagato per stalking e istigazione al suicidio. Adesso però la svolta: la nuova accusa contro il giovane è omicidio volontario. Il pm Gianfranco Gallo ha disposto una nuova autopsia sulla salma, che verrà riesumata. Venturi, tramite il suo legale, si dice sereno e convinto che i nuovi esami toglieranno ogni dubbio.

Giorgia Benusiglio, per voi familiari che insistete da un anno e mezzo la riapertura dell’inchiesta non è stata una novità. 
«Ci speravamo – risponde la sorella di Carlotta –. Soprattutto dopo la proroga di tre mesi nei termini delle indagini. E dopo le tante contraddizioni emerse dalle versioni che ha fornito lui». 
Lui è il fidanzato di Carlotta. 
«La prima volta che lo interrogarono, disse che quella notte alle 2 era a casa sua. Poi ammise di averla accompagnata a casa ma di essersene andato subito dopo. Ora dalle ultime immagini ricavate dalle telecamere esterne lo si vede allontanarsi un minuto dopo l’ora in cui sarebbe morta Carlotta. Troppe cose non tornano».
Fin dall’inizio vi siete opposti all’idea che si sia trattato di un suicidio.
«Mai minimamente pensato. Conoscevo bene mia sorella e nell’ultimo anno e mezzo l’avevo vista picchiata da lui, stalkizzata... Lo mandava via e quello le entrava in casa dalla finestra, ho accompagnato più volte Carlotta in questura a fare le denunce. La prima cosa che ho detto quando mi hanno avvertito della sua morte: è stato lui».
Solo un sospetto.
«Poi però abbiamo scoperto che quella sera erano insieme, che stavano litigando, poi lui ha cambiato versione due volte. Insomma è logico che certezze non ne abbiamo, ma volevamo che andassero a fondo nelle indagini, perché davvero al suicidio non abbiamo mai creduto».
Cosa vi aspettate dalla nuova autopsia?
«La prima concluse lasciando aperte molte possibilità. Segni su di lei ce n’erano, ma nessuna certezza sull’attribuzione. Scrissero che era morta per soffocamento, nemmeno per impiccagione. Vedremo se emergerà ora qualcosa di più preciso».
Dopo la fine di Carlotta, Venturi si è mai fatto vivo con voi?
«Solo una volta, era agosto, due mesi dopo la morte di mia sorella. Mi scrisse una mail in cui diceva che non era stato lui ma che Carlotta non si era suicidata. La girai agli inquirenti. Non l’ho più visto né sentito».