Milano, 12 ottobre 2017 - Due casi di scabbia in una scuola elementare del quartiere Affori. L’Ats Metropolitana ha scritto a una cinquantina di famiglie per spiegare ai genitori dei compagni dei due bambini infettati dal parassita - in due classi diverse - come comportarsi. Intanto l’inquietudine delle mamme della scuola si scatena nelle chat, e la vox populi fa lievitare i casi a cinque addirittura.

Ma sono solo due, chiarisce Marino Faccini, responsabile malattie infettive dell’Ats: segnalati dal medico, poi l’Ats ha informato la preside e i genitori, solo dei compagni di classe, per spiegare come si riconosce l’infezione e quali precauzioni prendere. Davvero poche, trattandosi di scuola elementare: «La scabbia si trasmette col contatto della pelle, o scambiandosi vestiti, asciugamani, lenzuola. Non serve un intervento in profondità, come se fosse un asilo. L’importante - spiega Faccini - è controllare che i propri figli non presentino i sintomi». Un prurito intenso, soprattutto di notte, con possibile comparsa di vescicole tra le dita, all’interno di polsi e gomiti, all’inguine. «In questo caso bisogna andare dal medico, e se conferma procedere col trattamento». Cioè spalmare una crema specifica su tutto il corpo e tenerla una notte, ripetendo dopo una settimana. Uguale la profilassi, non necessaria per i compagni di classe dei bimbi infettati: «Può essere indicata solo per i loro familiari».

A Milano si registrano ogni anno circa 350 casi di scabbia, nel 2017 l’Ats ne ha contati 300, di cui 54 in bambini fino a 11 anni. Dall’inizio dell’anno scolastico, un mese fa, nove: quattro bimbi che non vanno a scuola, cinque nelle scuole di tutta Milano, di cui due in quella di Affori, e gli altri in strutture diverse. «La scabbia fa parte da sempre dei fastidi di chi vive in comunità - conclude Faccini -.Non è una malattia pericolosa e non è eradicabile: bisogna imparare a conviverci, senza drammatizzare». Come coi pidocchi, anche se, osserva un papà giudizioso, «è più facile sbarazzarsi della scabbia».