Milano, 2 marzo 2017 - Allontanamento di 48 ore dalla rete metropolitana. Ieri pomeriggio è stato applicato per la prima volta il cosiddetto «Daspo» per coloro che deturpano il patrimonio di una città: nel mirino tre writer spagnoli accusati di aver imbrattato due vagoni di un treno della linea gialla al deposito di San Donato Milanese. Il blitz dell’Unità tutela decoro urbano, reparto specializzato della polizia locale coordinato dal comandante Antonio Barbato, scatta alle 5.10 della notte tra martedì e mercoledì: su segnalazione degli addetti alla sicurezza di Atm, gli agenti bloccano in flagrante Juan G.R., 26 anni, e Ricardo Josè O.P., 28 anni, graffitari in trasferta da Granada; il complice, Jesus M.J., 23 anni, verrà intercettato qualche ora dopo. Per i primi due scatta l’arresto e la direttissima, per il terzo la denuncia a piede libero per danneggiamento aggravato.

Tutti e tre, però, sono stati colpiti dal provvedimento restrittivo appena introdotto da un decreto del Governo: la norma, che dà più poteri ai sindaci in fatto di sicurezza urbana, introduce sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore «per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture (ferrovie, aeroporti, ecc.), luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici». E la metropolitana, nell’interpretazione del Comune, rientra in pieno nell’elenco approntato dal Ministero dell’Interno; i provvedimenti sono stati comunicati anche alla Questura. In caso di recidiva, la legge prevede l’allontanamento fino a 12 mesi. Un giro di vite che potrebbe scoraggiare una volta per tutte i graffitari europei, in particolari spagnoli e scandinavi, che puntualmente si rendono protagonisti di raid all’interno delle metropolitane di Milano e Roma. «Dopo che tutte le crew autoctone sono state indagate – ragiona Fabiola Minoletti, studiosa del fenomeno del graffitismo vandalico – il metrò milanese è un obiettivo ambito ed esclusivo di writer stranieri. È giusto quindi continuare a non abbassare la guardia e il controllo nei depositi della metro per lanciare messaggi chiari ai writer dediti al turismo vandalico e sicuramente il daspo è uno strumento aggiuntivo ed utile a contrastare questo fenomeno».