Milano, 19 giugno  2017 – Dagli attacchi  possibili danni fisici, furti, sabotaggi e ricatti. Rischio hackeraggio per i robot e per il settore informatico industriale: sempre più connessi fra loro e con il web, potrebbero diventare bersaglio facile dei malintenzionati sulla Rete. Un ulteriore elemento di rischio è dovuto ai software obsoleti, sistemi operativi vulnerabili e sistemi di autenticazione deboli.

Preoccupanti gli scenari che si potrebbero aprire in caso di attacco: si va dal furto di segreti industriali al sabotaggio vero e proprio, con l’introduzione di difetti nei prodotti e il danneggiamento fisico di cose e persone. A lanciare l’allerta per la futura «industria 4.0» è una ricerca del Politecnico di Milano, condotta in collaborazione con Trend Micro Ftr. I risultati saranno presentati a fine luglio negli Stati Uniti in occasione del principale evento industriale della cybersecurity industriale, i «Black Hat Briefings» a Las Vegas.

L’attenzione sul problema, infatti, è in continua crescita in parallelo con l’importanza del mondo informatico: basti pensare che nel 2018 il mercato dei sistemi robotici raggiungerà i 32 miliardi di dollari, e nelle fabbriche di tutto il mondo lavoreranno 1.3 milioni di robot. Per questi «operai meccanici» il rischio di hackeraggio «è concreto: non sappiamo quando diventerà realtà - spiega Stefano Zanero, docente di computer security al Politecnico - ma non possiamo escludere che i primi attacchi non siano già avvenuti in silenzio». Il pericolo «riguarda anche le industrie italiane, che hanno investito molto sulla robotica: con la spinta del piano per l’industria 4.0 presentato dal Governo, oggi è un buon momento per preoccuparsi dei problemi di sicurezza».