Milano, 25 giugno 2016 - E' stato il giorno del Milano Pride. La manifestazion ha coinvolto in contemporanea anche altre cinque città d'Italia, per portare alla rilbalta l'orgoglio e le rivendicazioni della comunità lgbt (FOTO e VIDEO).  Il colore ha vinto su tutto in piazza Duca d'Aosta dove il corteo è partito alle 16, in direzione Porta Venezia. Dalla piazza della stazione i tradizionali carri si sono spostati verso via Settembrini e piazza Caiazzo, passando per via Palestrina, corso Buenos Aires. Ovunque bandiere arcobaleno. Tante le persone presenti alla manifestazione, secondo gli organizzatori 200mila, tra loro anche personaggi dai colori sgargianti: ci sono diverse Biancaneve e diversi poliziotti, ballerine con il tutù, dame con ampie gonne colorate e palloncini in testa e tanti uomini e donne con capelli e vestiti multicolor venuti a rivendicare attenzione verso i diritti lgbt. La conclusione in piazza Oberdan, dove ci sono stati fischi dalla folla quando i rappresentanti del Coordinamento delle associazioni arcobaleno hanno citato la scelta della giunta Regionale di accendere al Pirellone la scritta 'Family day'. Applausi invece per la giunta uscente Pisapia perché "ci sono istituzioni che sono aperte ai nostri diritti".La manifestazione del Milano pride si è fermata per un minuto di silenzio per commemorare le vittime della strage di Orlando, negli Stati Uniti.

Sala e Pisapia (Newpress)FLASHMOB IN PIAZZA OBERDAN - Sul palco, allestito in piazza Oberdan dove è approdato il corteo, è stato ricordato l'inizio della battaglia Lgbt che è culminata con l'approvazione della legge Cirinnà. L'obiettivo però "è il matrimonio paritario" e arrivare a non vedere più negato "il sacrosanto diritto alla genitorialità". La battaglia, dunque, "non è finita" perché "non ci possiamo accontentare delle sentenze" che riconoscano i diritti delle coppie omosessuali. Il corteo è il culmine di una manifestazione che è durata una settimana con eventi ogni sera nel quartiere di Porta Venezia. Qui si è poi tenuto un flashmob, al quale hanno partecipato Giuliano Pisapia, Giuseppe Sala e Lodovica Comello (che ha cantato una canzone dal palco). 

Lodovica Comello (La Presse)

SALA E PISAPIA -  Dopo la partenza del corteo, il sindaco Giuseppe Sala si è unito alla gente in via Pergolesi (VIDEO). Appena raggiunta la manifestazione il primo cittadino è andato a salutare il console generale degli Stati Uniti a Milano, Philip Reeker, con cui ha scambiato qualche parola in inglese prima di mettersi alla testa del corteo. Sala è stato raggiunto dall'ex sindaco Giuliano Pisapia. "Sono sicuro che la nuova giunta e il consiglio comunale porteranno avanti il percorso che abbiamo tracciato in questi anni - ha detto Pisapia -. La ripartenza di Milano sui diritti civili ha avuto un ruolo importante a livello nazionale, adesso l'importante è non fermarsi e andare avanti".

Il nuovo primo cittadino ha sottolineato: "Su questo tema bisogna partire dalle scuole". E a chi gli chiede della sua differente posizione rispetto a quella della Regione Sala ha risposto: "Su certi temi ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, ma a livello educativo è giusto dare dei messaggi e spiegare le cose ai bambini, poi ovviamente le scuole non sono un corpo a se stante, le famiglie hanno un ruolo importante. Io credo che in generale sulle discriminazioni e sui messaggi contro la violenza si debba cominciare dai bambini, che sono molto più sensibili". Per il sindaco Giuseppe Sala l'idea proposta in campagna elettorale di illuminare la stazione Centrale con i colori arcobaleno potrebbe essere una prospettiva per l'anno prossimo: "Non ho verificato più di tanto le difficoltà e i costi dell'operazione - ha detto Sala alla parata del Milano Pride - però tendenzialmente potrebbe essere un buon messaggio".

 

LA CONTESTAZIONE - A muovere la prima contestazione da sindaco a Giuseppe Sala è stato il collettivo 'Queer', una decina di antagonisti vicini alla causa "no Expo" che l'hanno contestato in qualità di ex commissario unico dell'Esposizione universale. I contestatori hanno esposto uno striscione con la scritta "diritti e città non sono merce". Gli altri manifestanti hanno bloccato subito la protesta gridando "fuori, fuori" e il discorso di Sala è proseguito senza altri intoppi.

Milano Pride (La Presse)ONDA PRIDE IN ITALIA - I diversi eventi sono inseriti nell'Onda Pride, la grande mobilitazione nazionale per i diritti delle persone lgbti convocata da Arcigay assieme alle altre associazioni del movimento omosessuale, lesbico e trans. "Da nord a sud, isole comprese, portiamo una ventata di diritti, libertà, orgoglio" ha spiegato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay. "Siamo nel mezzo del calendario di mobilitazioni che compone quest'anno l'Onda pride: invitiamo tutte e tutti a unirsi ai cortei che nelle sei città testimonieranno una battaglia che dura da quasi 40 anni e che ogni anno trae forza da una moltitudine di persone. Le nostre vite sfilano ancora una volta alla luce del sole, a dispetto di chi ci vorrebbe in un angolo, invisibili e dimenticati. Giugno si è aperto con la terribile strage di Orlando, in cui 49 persone sono state uccise e altrettante ferite nell'attacco omofobo alla discoteca Pulse. Un fatto tragico che riempie di un significato ulteriore la nostra presenza oggi nelle strade e nelle piazze".