Milano, 29 marzo 2016 - Mobilitazione per i 41 lavoratori precari dell'ex provincia di Milano, che vedranno scadere i loro contratti il 31 marzo. "Sono passati solo 3 mesi dall'ultima protesta che ci aveva visti in prima linea in difesa dei nostri posti di lavoro e dei servizi essenziali che eroghiamo a cittadini, imprese ed enti locali. - scrivono in una nota annunciando proteste e presidi - Avevamo ottenuto 3 mesi di proroga con la speranza che si attivasse un percorso che permettesse di superare il precariato. Così non è stato! La situazione si è rivelata sempre più complessa soprattutto a causa di uno sbilancio di oltre 90 milioni di euro nei conti dell'Ente. La nostra situazione è solo la punta dell'iceberg". 

Dalle 13 in programma presidio nella sede di via Vivaio. Durante le festività natalizie avevano già occupato l'edificio per un paio di settimane, passando le notti su delle brandine sistemate tra i banchi della sala del consiglio metropolitano e incatenandosi durante il giorno all'esterno della struttura.

"Ad oggi le condizioni in cui versa la Città Metropolitana di Milano sono drammatiche e, se non si troverà una soluzione, il rischio è che questo Ente, nato poco più di un anno fa, dichiari il proprio dissesto finanziario .- spiegano -. A 3 giorni dalla scadenza del nostro contratto di lavoro, noi lavoratori precari siamo di nuovo qui a far sentire la nostra voce, per difendere con forza le professionalità e i ruoli che ricopriamo da molti anni. Dalle 13 di questa mattina, saremo in presidio a Palazzo Isimbardi per chiedere ai nostri amministratori, consiglieri e direttori tecnici che domani si riuniranno per decidere il nostro futuro lavorativo, di fare una scelta coraggiosa, responsabile e coerente con quanto fatto in passato, prorogando i nostri contratti e prendendo impegni concreti per un futuro percorso di stabilizzazione". 

"IN CONTINUO CONTATTO CON ROMA" - "Siamo in continuo contatto con Roma per risolvere la situazione - spiega Eugenio Comincini, vicesindaco della Città metropolitana di  che ha due facce - la prima è quella dei 41 precari, tutti professionisti, e delle loro famiglie, qualora il posto di lavoro non fosse rinnovato; la seconda preoccupazione è per l'ente: una buona fetta di quei dipendenti è indispensabile per il suo stesso funzionamento: hanno figure professionali non sono sostituibili con altre già all'interno dell'amministrazione. La situazione è nota e anche loro sanno quanto ci stiamo spendendo: ci siamo dati da fare anche nel fine settimana, nonostante la Pasqua e vista l'urgenza", aggiunge Comincini.