Milano, 20 aprile 2017 -  "Eravamo già dentro una minaccia, e continuo a sostenere che con questo tipo di pericolo l'atteggiamento corretto non è vivere in una condizione di paura, ma essere consapevoli e pretendere che gli apparati di sicurezza lavorino giorno e notte. Come a quelle 3 di mattina a Sesto San Giovanni". Lo ha affermato il capo della polizia Franco Gabrielli, oggi a Palazzo Reale di Milano a margine della cerimonia per i 70 anni della polizia stradale. In tema di terrorismo, Gabrielli ha parlato di una "minaccia liquida".

Nel suo discorso Gabrielli ha affrontato anche il tema delle polemiche relative al decreto del 31 marzo che prevede una razionalizzazione delle risorse del comparto, con la soppressione di alcuni presidi e specialità locali: "Non si tratta di un arretramento - ha detto - ma di rendere un migliore servizio ai cittadini. Dobbiamo uscire dalla logica del campanile e ragionare in senso di servizio e di mission". Negli anni che verranno, secondo Gabrielli "bisognerà  imparare a fare meglio con meno". Il Capo della polizia ha poi parlato del blocco del turn-over, una scelta a suo dire "scellerata" che "non ha consentito un ricambio corretto delle forze e costringe ad essere oculati e attenti". Sono infatti circa 40mila i poliziotti che andranno in pensione nei prossimi anni, e che rischiano di non essere rimpiazzati adeguatamente". 

Ad aprire la cerimonia per i 70 anni della Stradale sono state le note della Fanfara della polizia in piazza Duomo, dove sono stati esposti i veicoli storici: la Lamborghini Huracan e la nuova Alfa Romeo Giulia Veloce della Stradale, in uno scenario ideale che intreccia passato e presente. Settant'anni fa, nel 1947, l'Assemblea costituente approva la Carta costituzionale e, qualche mese dopo, con un decreto legislativo viene costituita la polizia stradale con il compito di garantire la libertà di circolazione nel rispetto della legalità e della sicurezza. "La storia della polizia stradale è fatta di vittime, persone che hanno sacrificato la loro vita", ha sottolineato Gabrielli. Gli agenti della polizia stradale rappresentano circa il 10% degli organici della polizia di Stato e il 50% dei caduti in servizio. Dal 1947 ad oggi sono 369 i morti in servizio della Stradale.

Il direttore del Servizio di Polizia stradale, Giuseppe Bisogno, nel suo intervento ha ricordato che "nel 2016 la Polizia stradale ha notificato un milione di contravvenzioni" ed è anche il corpo della Polizia di Stato che proporzionalmente ha avuto più caduti: "369 vittime dalla fondazione nel 1947, il 50% del totale rispetto al 10% dell' organico" a drammatica testimonianza della pericolosità del loro operato.