Milano, 11 gennaio 2017 - La fiaba dei cigni del Parco Nord sembra aver avuto un triste risvolto. Dall’autunno quattro grossi cigni dalle piume candide e i becchi arancioni avevano trasformato nella loro dimora abituale il grande lago del Parco Nord tra Bresso e Milano. Oggi di quegli splendidi animali selvatici non rimane che un solo esemplare. Nel giro di pochi mesi la piccola colonia sembra essere già arrivata al tramonto, complici le leggi della natura e, con tutta probabilità, anche quelle più severe della società urbana.

Pochi giorni fa le Guardie ecologiche volontarie hanno osservato lo spostamento della coppia, un maschio e una femmina adulti, che dal Parco si sono mossi in volo verso Sud, in direzione di Niguarda. Nel pomeriggio sul lago del Parco Nord è tornato a planare solamentel’esemplare maschio. Della femmina non si è avuta più nessuna traccia. Gli esperti dicono che la divisione della coppia è molto improbabile. Questi animali sono molto fedeli. Dunque l’ipotesi più accreditata è che possa essere finita uccisa nella giungla metropolitana. Già qualche settimana prima i due esemplari più giovani si erano staccati; secondo gli esperti del Parco Nord, costretti a trovare una nuova dimora a causa dello strapotere dell’esemplare adulto che mal sopportava di dover condividere le acque del parco con gli altri.

Così svanisce il sogno di poter accogliere nel Parco Nord una colonia stabile di cigni selvatici e magari di poter assistere alla nascita di piccoli. Nonostante ciò, il Parco Nord e in particolare le sue zone umide con i grandi laghi realizzati negli ultimi anni si confermano un miracoloso strumento di diffusione della biodiversità in una delle aree urbane più congestionate e, pareva, più compromesse d’Italia. Nel parco negli ultimi anni soggiornano abitualmente aironi e piccoli esemplari di falco. Per il secondo anno consecutivo, a fine novembre, un’intera colonia di gru ha fatto tappa qui durante la migrazione.