Milano, 19 marzo 2017 -  «Il Papa prenderà l’ascensore? Ogni tanto si blocca». Lo puntualizza un inquilino delle Case bianche di via Salomone, caseggiato Aler che ospita 477 famiglie (18 per cento straniere), un migliaio di persone, e che sabato prossimo rappresenterà la prima tappa della visita di Papa Francesco a Milano. Volantini appesi su ogni portoncino, transenne appoggiate sui marciapiedi, buche rattoppate sulla strada che è insieme parcheggio e locale rifiuti a cielo aperto. In fondo l’edicola con la madonnina «davanti alla quale il Papa si fermerà a pregare», prima di fare visita ad alcune famiglie.

Tutti sanno dell’evento. La maggior parte sorride felice, al pensiero che il pontefice visiterà questo spicchio di città «dimenticata», in cui bisogna fare lo slalom tra materassi e vecchi mobili abbandonati per camminare in cortile. Altri scrollano le spalle. «Non cambierà niente, le nostre case continueranno a cadere a pezzi». Non in senso figurato. Angelo D’Amelio, 70 anni, mostra le colonne dei porticati: «Basta appoggiare un piede e salta l’intonaco». Lui, quelle case di via Salomone, le ha viste nascere, tra il 1977 e il 1978. Hanno preso il posto delle «Case minime» che erano alcune decine di metri più in là, dove oggi ci sono i prati di via Zama. «Io e mia moglie arrivavamo da Potenza, nessuno voleva venire qui a fare il custode: lo fece lei. I nostri figli hanno frequentato l’asilo e la scuola elementare», ora dismessa e in stato di abbandono, a pochi passi dagli ex hangar delle officine Caproni, residenze signorili e un terreno in attesa di bonifica. «Ma non dite che c’è l’amianto: c’era sui tetti ma è stato eliminato. È l’unico intervento di manutenzione che abbiamo avuto».

Lo conferma Michele Grillo, 77 anni, che vive al nono e ultimo piano. «Quando piove, l’acqua penetra fin sulle scale e nelle nostre case». Mostra una macchia di umidità in salotto e increspature sull’intonaco esterno. Dagli usci si affacciano i vicini, tutti coi capelli bianchi. Gli over 65 sono tanti in via Salomone, oltre 200 persone. E molte vivono sole. Ma hanno un supporto: uno spazio anziani, che fa parte dei servizi di prossimità Caritas unità pastorale Forlanini (coordinatore Giorgio Sarto), al piano terra, in cui possono giocare, fare movimento fisico, partecipare al laboratorio teatrale e a quello di musicoterapia. Punto di riferimento anche la parrocchia di San Galdino guidata da don Augusto Bonora. E tante altre realtà solidali. Alle Case bianche vivono anche le Piccole sorelle di Gesù fondate da Charles de Foucauld. Sempre attivo, poi, il comitato di quartiere.