Milano, 10 aprile 2017 - I poveri sono raddoppiati e Pane Quotidiano è costretta ad allargare la sede di viale Toscana per far fronte ai nuovi bisogni. Il vicepresidente della onlus, Luigi Rossi, illustra il progetto di ristrutturazione «Insieme per il pane», partendo da una premessa: «Negli ultimi 10 anni i nostri ospiti, coloro che si mettono in fila nelle nostre sedi di viale Toscana e viale Monza, sono aumentati a dismisura».

Di quali numeri parliamo?

«Dalle 1.500-2.000 persone che venivano da Pane Quotidiano negli anni Novanta, siamo passati a 3.500-4.000, il 60% dei quali viene in viale Toscana tutte le mattine. Ci sono molti più italiani che in passato. Colpa di una crisi economica che non consente a parecchi milanesi di avere un posto di lavoro e un reddito sufficiente a soddisfare i bisogni primari. Ci sono persino degli anziani in pensione che fanno la fila da noi per aiutare i figli che si vergognano a venire a Pane Quotidiano».

Cosa ha comportato questo aumento di utenti?

«Ha provocato due tipi di problemi. Il primo: la struttura di viale Toscana è diventata obsoleta dal punto di vista organizzativo, cioè per la distribuzione delle derrate alimentari. I nostri ospiti fanno code anche di mezz’ora o tre quarti d’ora. Il secondo: chi viene da noi ha bisogno di più alimenti, ma questo richiede un maggior spazio per lo stoccaggio sia per il secco che per il freddo. Quindi dobbiamo aumentare il numero delle celle, gli spazi per il deposito degli alimenti e razionalizzare i magazzini. Non possiamo interrompere il servizio e dunque i lavori sono stati divisi in tre lotti: il comparto del secco è stato ultimato, quello del freddo, la logistica per la distribuzione e il prefabbricato per gli uffici ancora no».

Quando finiranno i lavori di ristrutturazione?

«Entro la fine del 2018».

Chi vi sta aiutando a finanziare i lavori?

«Sponsor privati. Il progetto di ristrutturazione da 1,4 milioni di euro è già stato finanziato al 50%. Confidiamo che altri sponsor si aggiungano. A questo proposito, rilanciamo l’appello a darci una mano. La vicina università Bocconi, che sta realizzando il suo campus, ha fatto costruire a sue spese il deposito per il secco: 80-100 mila euro il valore dell’opera».

In campagna elettorale l’allora candidato sindaco Giuseppe Sala promise un aiuto a Pane Quotidiano. Risultati?

«Le promesse da parte di Sala ci sono state, ma poi, preso da mille impegni da sindaco, forse non ha ancora avuto modo e maniera di occuparsi di Pane Quotidiano».

Si sente di lanciare un appello al sindaco?

«Certo. Rilanciamo un’accorata richiesta di aiuto al Comune. Pane Quotidiano è un’associazione milanese che l’anno prossimo compirà 120 anni. Cinque anni fa il Comune ci ha concesso il diritto di superficie per l’area di viale Toscana, ma è stata l’amministrazione precedente, di Pisapia. Ora dall’amministrazione di Sala ci aspettiamo qualcosa in più: un contributo alla ristrutturazione della sede di viale Toscana».