Milano, 13 settembre 2017 - I metal detector portatili nelle mani dei vigili urbani e il controllo obbligatorio dei documenti all’ingresso di Palazzo Marino? Il 4 luglio, dopo un vertice in Prefettura, il sindaco Giuseppe Sala aveva assicurato che le due soluzioni individuate per rafforzare la sicurezza nella sede del Comune sarebbero partite «a breve». Due mesi dopo, però, non è ancora successo nulla. Il filtraggio degli ingressi a Palazzo Marino è assicurato da una fila di transenne e da due «ghisa» sempre presenti davanti alla «casa dei milanesi». I metal detector e il controllo dei documenti nella porteneria della sede del Comune sono in ritardo. Ma perché? Certo, di mezzo c’era la pausa estiva, ma la vera ragione dello slittamento nel potenziamento dei controlli è un altro: il cambio della guardia ai vertici della Polizia locale.

A inizio agosto l’allora comandante dei «ghisa» Antonio Barbato si è dimesso dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni tra lui e il sindacalista della Uil in pensione Domenico Palmieri. Barbato, a luglio, aveva iniziato a studiare un piano per attuare le misure di sicurezza aggiuntive decise dal sindaco Sala e dal prefetto Luciana Lamorgese, un piano pensato dopo il blitz dei militanti di CasaPound in Consiglio comunale. Dopo il passo indietro di Barbato, però, l’iter si è bloccato. Il comandante vicario Paolo Ghirardi, alla guida della Polizia locale per quasi tutto il mese di agosto e fino allo scorso 3 settembre, si è concentrato sulle priorità agostane: i controlli delle pattuglie nella città semivuota e la gestione ordinaria del Corpo. Il piano per rafforzare le misure di sicurezza a Palazzo Marino deve essere attuato da un comandante nel pieno delle sue funzioni, fanno notare in Comune. È così sarà, anzi è già. L’assessore comunale alla Sicurezza Carmela Rozza, infatti, assicura che «il nuovo comandante della Polizia locale Marco Ciacci ha già preso in mano la pratica sulla sicurezza di Palazzo Marino». Ciacci, alla guida della Polizia locale da 4 settembre, dovrà subito occuparsi dell’organico dei «ghisa» all’interno della sede del Comune. Lo scorso luglio il sindaco aveva sottolineato che per rafforzare i controlli l’organico di 20 agenti avrebbe dovuto essere incrementato di almeno due unità.

Il piano sicurezza non riguarda solo i ghisa. Il controllo dei documenti a tutti i visitatori che entrano nella sede del Comune dovrà essere attuato dai commessi in portineria. Anche in questo caso il sindaco aveva parlato di un incremento di organico dalle due alle quattro unità.