Milano, 14 novembre 2017 -  Trent'anni di carcere. E' la richiesta formulata dal pm di Milano Piero Basilone nei confronti di Jeison Elias Moni Ozuna, il 26enne di origine dominicana che il 12 novembre del 2016 in piazzale Loreto aveva sparato due colpi di pistola uccidendo il connazionale Antonio Rafael Ramirez. La pena, al netto dello sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato scelto dall'imputato, è stata proposta al gup Stefania Donadeo davanti alla quale si sta celebrando il processo del quale è attesa la sentenza il prossimo 30 novembre.

Prima dell'intervento del pm, il dominicano ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo che lui e il suo complice, ancora latitante, volevano dare una lezione al loro connazionale e di non essere stato lui ad uccidere ma il suo amico. Versione smontata dal pm che ha ricordato che dell'omicidio, del quale ha contestato anche l'aggravante della premeditazione, ci sono pure i filmati delle telecamere grazie ai quali è stato possibile attribuire esattamente il ruolo ai due: l'uomo ancora ricercato avrebbe sferrato le prime coltellate alla vittima, mentre Ozuna, arrestato dalla Squadra Mobile nella notte tra il 5 e il 6 dicembre dell'anno scorso, l'avrebbe poi uccisa con due colpi di Beretta calibro 7.65. L'aggressione era avvenuta alle 19 in mezzo ai passanti terrorizzati e aveva scatenato polemiche sul tema sicurezza al punto da convincere il sindaco Giuseppe Sala a chiedere al Governo più militari per presidiare le zone più difficili della città.