Milano, 6 dicembre 2017 - Colpo di scena in Cassazione. La Procura generale ha chiesto l’annullamento  con rinvio - della sentenza della corte d’Assise d’Appello bis di Milano, che il 21 giugno 2016 aveva condannato all’ergastolo per omicidio volontario e stalking Carmine Buono, idraulico di 59 anni. L'uomo accusato di aver ucciso con un’arma appuntita - con ogni probabilità uno stiletto o uno spillone - l’ex compagna Antonia Bianco, che aveva 43 anni. L’omicidio il 13 febbraio 2012 a San Giuliano Milanese. Buono, nel corso di una lite, aveva colpito la donna, perforandole il ventricolo sinistro e uccidendola in pochi minuti. «C’è un difetto di motivazione sulla prova della volontà omicida», ha detto il pg. Per i giudici della corte d’Assise d’Appello, invece, Buono aveva ucciso per gelosia. «Buono è uno stalker con temperamento ‘bordeline’», avevano scritto i giudici nelle motivazioni della sentenza.

L'ultima parola spetterà alla Cassazione, che oggi dovrà decidere se rimandare per la terza volta gli atti alla corte d’Assise d’Appello oppure chiudere la vicenda. Buono è libero da ormai due anni. Nonostante le condanne in primo e secondo grado all’ergastolo, il presunto assassino è fuori per decorrenza dei termini di custodia, in seguito all’annullamento della Cassazione del novembre 2015. L’imputato è tornato a trascorrere una vita normale, almeno fino a luglio quando è stato costretto ad allontanarsi dall’abitazione dove viveva per aver picchiato la compagna.

Incredula la sorella della vittima, Assunta Bianco: «Ho una paura tremenda - dice -. Buono è una persona aggressiva, pericolosa. La mia famiglia non ha protezione. Chi verrà a proteggerci in caso di annullamento?». Assunta aspetterà la decisione a casa. «Ho lottato per tanti anni per cosa - si chiede -? Tornare in Appello sarebbe per la mia famiglia una sconfitta pesante. Antonia aveva denunciato più volte Buono, ma non era mai stata presa in considerazione. Ho paura, chiedo protezione».