Milano, 1 dicembre 2017 - Il futuro dello stadio di San Siro è stato ieri al centro dell’incontro tra l’assessore comunale all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, e una delegazione del Milan capitanata da Alessandro Sorbone, chief operations officer della società rossonera. Un nuovo incontro, sempre sullo stesso tema, è previsto prima di Natale e vi parteciperà anche il sindaco Giuseppe Sala. A sciogliere il primo nodo deve essere proprio il club di via Aldo Rossi: continuare a giocare a San Siro, idearne lo sviluppo e cogestirlo insieme all’Inter o, invece, pensare a costruire uno stadio di proprietà, come pareva ad un certo punto possibile in quel del Portello, progetto poi naufragato?

Il Milan in questo momento non ha ancora scelto quale delle due opzioni seguire. All’interno della società è stata però creata una divisione di consulenti espressamente dedicata a dipanare la questione stadio. Una questione che ora, meglio sottolinearlo, non è tra le priorità del Milan. I dati certi dai quali partire al momento sono tre. Il primo: Milan e Inter (e Comune) sono legati fino al 2030 nella gestione di San Siro, attraverso il veicolo del consorzio. Il secondo: dal fronte rossonero c’è la necessità di avere ulteriori ragguagli su come potrebbe prendere forma un progetto di sviluppo dello stadio cogestito insieme ai nerazzurri. Il terzo e ultimo dato certo è che la Giunta comunale, ieri per il tramite di Maran, ha ufficialmente offerto al Milan la disponibilità dell’area di Porto di Mare-Rogoredo per la costruzione di un eventuale stadio di proprietà che vada a sostituire San Siro. Un’area alla periferie sud-est di Milano servita da tangenziali, autostrade e anche dalla ferrovia, oltre che dalla metropolitana: la più adatta secondo l’amministrazione comunale, che ha invece escluso aree nel quadrante nord della città. Una proposta, quella di Porto di Mare-Rogoredo, che il Milan è disposto a valutare, non ci sono pregiudizi contrari. Come anticipato, il prossimo incontro tra il Milano ed il Comune è previsto prima di Natale.

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