Milano, 19 settembre 2017 - Sì o no al referendum sulla riapertura parziale dei Navigli? La decisione del Consiglio comunale slitterà di qualche giorno. La relazione del sindaco Giuseppe Sala e la presa di posizione dell’aula era attesa nella seduta di giovedì o, al più tardi, in quella di lunedì. Ieri mattina, a margine dell’assemblea dell’Ance-Assimpredil, assicurava che il giorno più probabile per il confronto sul nodo Navigli avrebbe potuto essere lunedì 25 settembre. Ma non sarà così. Lunedì prossimo Sala, il governatore Roberto Maroni e i rappresentanti del Governo voleranno a Bruxelles per la presentazione della candidatura di Milano all’Agenzia europea del farmaco. Una missione fissata definitivamente proprio ieri pomeriggio, prima della conferenza stampa sull’intergruppo parlamentare che sosterrà Governo, Regione e Comune nella campagna per conquistare l’Europea Medicines Agency (Ema). La data più probabile per il confronto in Consiglio comunale sul progetto di riapertura dei Navigli e il modo in cui coinvolgere i milanesi nella scelta, dunque, slitta fino a giovedì 28 settembre.

Date a parte, però, la direzione imboccata da Giunta e maggioranza sembra quella della consultazione comunale. Sala, non a caso, ribadisce: «La mia posizione è che il referendum sarebbe la via più diretta e probabilmente lo auspicherei. Ma sarà il Consiglio comunale a decidere ascoltando tutti». La maggioranza di centrosinistra, nell’incontro di una settimana fa con il primo cittadino, è sembrata favorevole a indire un referendum sul progetto di riapertura parziale dei Navigli perché Sala e l’assessore alla Mobilità Marco Granelli hanno rassicurato i consiglieri di centrosinistra sui due punti più spinosi. Il primo: il referendum abbinato all’election day per elezioni regionali e politiche abbatterebbe i costi per il Comune. Il secondo: anche se si facesse il referendum in primavera, i lavori per riaprire i due chilometri di vie d’acqua potrebbero procedere in parallelo con i cantieri per la nuova linea 4 del metrò.