Milano, 11 settembre 2017 - Referendum o dibattito pubblico? Il progetto di riapertura parziale dei Navigli «solcherà» una delle due strade. Ad annunciarlo è il sindaco Giuseppe Sala, pronto a rimettere il dossier Navigli al centro dell’agenda comunale, dopo la presentazione del progetto avvenuta lo scorso 26 luglio: «Il progetto Navigli? Ne discuteremo nelle prossime settimane in Consiglio comunale, io sono intenzionato a portare all’assemblea di Palazzo Marino la proposta e farmi dire dall’aula cosa ritiene sia utile per coinvolgere la città». È il primo cittadino ad anticipare le due opzioni sul tavolo: «Voglio che sia il Consiglio a valutare se la via è il referendum o il dibattito pubblico».

Il gruppo del Partito democratico in Comune già oggi pomeriggio, prima della seduta del Consiglio, si confronterà sul dossier Navigli, mentre mercoledì mattina il sindaco ha già convocato tutti i capigruppo della maggioranza di centrosinistra per fare il punto sul progetto e, soprattutto, per valutare le due opzioni in campo: referendum o dibattito pubblico. L’impressione è che la prima opzione sia in netto calo e la seconda in prepotente ascesa. Il capogruppo del Pd Filippo Barberis premette che «nessuna decisione è stata ancora presa», ma sottolinea: «L’intenzione di realizzare il progetto di riapertura parziale c’è già, quindi il dibattito pubblico potrebbe fornire spunti ulteriori su come andare avanti». La capogruppo della lista Sala Elisabetta Strada, intanto, commenta: «Bisogna cogliere l’occasione dei cantieri della M4 per realizzare il progetto Navigli. Referendum o dibattito pubblico? Il referendum c’è già stato nel 2011 e i milanesi si sono espressi a favore della riapertura. Se una nuova consultazione rischia di rallentare l’avvio dei lavori, meglio il dibattito pubblico». Sul caso Navigli interviene anche l’opposizione. Il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi nota: «Coinvolgere i cittadini è importante se fatto seriamente. Un referendum però c’è già stato. Ma il punto vero è un altro: la maggioranza è confusa, non ha un programma. I soldi per realizzare il progetto verranno presi dai milanesi? Che impatto avranno i cantieri sulla città già provata dalla M4? Senza queste risposte resta soltanto un’ipotesi romantica ma irrealizzabile».

A fine luglio Sala e il Comitato scientifico hanno indicato due fasi, riassunte così dal sindaco: «Nella prima una riapertura parziale in linea con i lavori della M4, nella seconda fase si andrebbe molto più in là». La prima fase prevede due chilometri di vie d’acqua riaperte per un importo di 150 milioni di euro (primo tratto tra Cassina De’ Pomm e via Carissimi). Fine lavori nel 2022, in contemporanea con l’apertura della M4, ritardi permettendo.