Milano, 27 luglio 2017 - «Il momento è ora». Con queste parole il sindaco Giuseppe Sala rompe gli indugi e svela quel piano per la riapertura dei Navigli al quale si lavora da un anno. Un piano che rappresenta un inizio: saranno scoperti 2 dei 7,7 chilometri lungo i quali si snoda la via d’acqua che, da nord a sud, unisce la Martesana alla Darsena. La riapertura sarà parziale ma l’obiettivo ultimo resta la riapertura totale: «Alla fase uno – scandisce Sala – si spera possa seguire una fase due, a partire dal 2022». Sì, i lavori inizieranno nell’estate del 2018 e si prevede terminino un anno dopo la fine del mandato di Sala.

Ma il piano nasce, per una volta, già nuovo: i lavori garantiranno la continuità idraulica del sistema dei Navigli, e l’uso delle loro acque per l’irrigazione, attraverso la posa nel sottosuolo di un tubo dal diametro di due metri (15 i microcantieri necessari solo per questa operazione). Al tempo stesso sarà garantita navigabilità dei canali, nel caso in futuro si voglia sviluppare la navigazione turistica. Nei cinque punti nei quali si intende riportare il Naviglio alla luce, la profondità dell’acqua sarà intorno ai 5 metri. Il primo tratto che tornerà en plein air è quello tra Cassina De’ Pomm e via Carissimi, per 850 metri di via d’acqua. Il secondo coincide con la Conca dell’Incoronata, 230 metri di canale riscoperto lungo via San Marco. Quindi la parte più meridionale, con lo scoperchiamento dei 410 metri lungo via Sforza. Qui inizia la coincidenza tra i cantieri per la costruzione della Metropolitana 4 e quelli per il ritorno dei Navigli. Ed è per questo che il sindaco ritiene che «il momento sia ora». «Ora perché la città ha la giusta sensibilità. Ora perché ci appoggiamo ai cantieri della M4», che dovrà essere completata proprio entro il 2022. Gli scavi per la linea blu sono funzionali a quelli per la via d’acqua. L’altro punto di convergenza è in piazza Vetra: qui il cantiere M4 e quello per il Naviglio saranno una cosa sola. E i 300 metri di via d’acqua passeranno da via Vettabbia. L’ultimo tratto coincide con la Conca di Viarenna: qui il Naviglio sarà largo 12 metri e sfocerà in Darsena. «Riaprire i Navigli si può», dice Sala. Servono 150 milioni, soldi che il Comune ha in cassa per gli investimenti. Ma non si rinuncerà a percorrere la strada dei fondi europei.