Milano, 11 novembre 2017 - A mali estremi, estremi rimedi. Anche legali. I comitati cittadini anti-movida, in primis quelli dell’Arco Sempione e dei Navigli, non escludono di intentare una causa civile contro il Comune per chiedere un risarcimento dei danni provocati dal rumore e dal degrado nelle strade più frequentate dal popolo della notte. L’esempio è la causa di due cittadini di Brescia a cui il Tribunale civile, dopo una causa durata tre anni, ha dato ragione un mese fa, condannando il Comune di Brescia a pagare 50 mila euro di risarcimento «a causa del rumore antropico per gli schiamazzi di avventori di alcuni locali che stazionano nei pressi dei plateatici o dei locali su suolo pubblico», scriveva il giudice del Tribunale civile di Brescia Chiara D’Ambrosio nella sentenza.

La sentenza  di Brescia è stata citata dagli esponenti dei Comitati cittadini Navigli, Sempione, Colonne di San Lorenzo, Papiniano e Lazzaretto durante l’incontro sulla movida con gli assessori comunali Carmela Rozza (Sicurezza) e Cristina Tajani (Commercio) che si è svolto ieri pomeriggio nel comando della Polizia locale di piazza Beccaria. La portavoce del comitato Navigli Gabriella Valassina afferma di «non escludere» che i comitati milanesi seguano l’esempio dei cittadini bresciani anti-movida selvaggia: «La sentenza del Tribunale di Brescia dà finalmente ragione ai residenti. Stiamo verificando e valutando se c’è la possibilità di fare una causa analoga, se non troveremo un interlocutore ragionevole che capisca i problemi dei cittadini che abitano nei nostri quartieri. Servono provvedimenti efficaci contro la movida attualmente fuori controllo».

La replica della Rozza non si fa attendere: «Il Comune di Brescia si è già opposto a quella sentenza perché è molto discutibile uno degli argomenti avanzati dal giudice bresciano. Il magistrato, infatti, attribuisce al Comune la gestione dell’ordine pubblico, mentre non spetta né al Comune né alla Polizia locale. La sentenza, poi, indica tra i danni provocati dalla movida la svalutazione degli immobili, ma a Milano non ci risulta». L’assessore alla Sicurezza, subito dopo, fa notare che «per valutare il rumore antropico citato nella sentenza di Brescia ci vuole un soggetto certificare, nel nostro caso i tecnici di Arpa, ma in tutta la Lombardia ce ne sono solo quattro». La Rozza, infine, elenca i dati sui controlli effettuati dalla Polizia locale nelle aree Navigli, Colonne di San Lorenzo e Lazzaretto. Su Navigli, nei primi sette mesi del 2017, sono stati impiegati 1.004 vigili urbani. Ecco i risultati: 423 sequestri, 72.422 multe di cui 47.511 per soste irregolari e 309 persone controllate.