Milano, 12 ottobre 2017 – Movimentava  fino a 100 chili di «fumo» al mese. Ed evidentemente era ben inserito e ben protetto nella zona a cavallo tra Baggio e Cesano Boscone, visto che poteva contare su continui appoggi in appartamenti della zona e su un box-deposito del quale disponeva a piacimento.

Stava attento a non dare nell’occhio Mohamed E., ma i poliziotti del commissariato Lorenteggio sono stati più bravi di lui: l’altro giorno, il 51enne marocchino con passaporto e permesso di soggiorno spagnoli è finito in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti; gli agenti dell’Investigativa, coordinati dal vicequestore aggiunto Giovanni Giammarrusti, hanno sequestrato 21 chili di hashish nascosti in un trolley e avvolti in palloncini colorati. Confezioni da un chilo che al loro interno contenevano cinque panetti da 200 grammi l’uno: al dettaglio avrebbero fruttato svariate centinaia di migliaia di euro. Non un profilo da pusher di strada, tutt’altro: il nordafricano con vecchi precedenti in Italia datati 2006 si muoveva a livelli più alti; e il sospetto, oggetto di ulteriori approfondimenti disposti dal pm Luca Poniz, è che facesse da tramite tra i fornitori di droga con base nella penisola iberica e gli spacciatori al dettaglio della zona di Baggio. Proprio da quelle parti l’hanno agganciato i segugi di via Primaticcio: nei pressi degli stabili popolari di via Quarti, dove Mohamed si era trasferito da qualche tempo ospite di una conoscente. «Questa indagine è frutto del lavoro sul territorio», tiene a sottolineare Giammarrusti.

Niente intercettazioni telefoniche, solo lunghi e sfiancanti servizi di osservazione e pedinamento per ricostruire passo dopo passo la rete del grossista. Il 6 ottobre, il blitz: nella Golf guidata dall’uomo (intestata a un’altra persona), i poliziotti scovano 4.040 euro in contanti e un mazzo di chiavi con telecomando. Sono il passepartout per accedere al box di Cesano Boscone, deposito dei 21 chili. E chissà quanti altri ce n’erano, considerato che gli investigatori hanno rinvenuto altri borsoni vuoti. Le indagini proseguono, soprattutto per capire se l’arrestato avesse legami (e di che tipo) con la malavita dell’estrema periferia nord-ovest e del primo hinterland.