Milano, 15 marzo 2017 - Ancora accuse per il somalo Osman Mutammud: altri dieci migranti, connazionali del 22enne, affermano di essere stati torturati e seviziati da lui durante la permanenza nel campo profughi di Bani Walid, in Libia. Una decina delle sue presunte vittime hanno confermato le accuse nei confronti del presunto gestore del "lager" rendendo testimonianza con la formula dell'incidente probatorio, che permette agli inquirenti di "cristallizzare" le loro dichiarazioni e di presentarle con il valore di prova nell'eventuale processo senza la necessità di riascoltare le loro deposizioni in aula.

Il somalo venne arrestato quasi per caso nel settembre scorso nelle immediate vicinanze della Stazione Centrale di Milano. Gli agenti della Polizia Locale di Milano lo fermarono dopo aver notato alcuni suoi connazionali, ospiti del vicino centro profughi di Via Sammartini, che lo avevano riconosciuto come loro carnefice e volevano linciarlo. Mutammud fu così portato a San Vittore con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ma i somali che lo avevano aggredito hanno poi raccontato agli inquirenti milanesi tutte le atrocità che il "sadico aguzzino" Mutammud avrebbe inflitto loro all'interno del "lager" di Bani Walid: uomini torturati con scariche elettriche e con sacchetti di plastica incendiati e fatti liquefare sulla loro schiena, ossa rotte a colpi di tondini di ferro, donne anche minorenni stuprate e seviziate quotidianamente.

Le indagini coordinate dal procuratore aggiunto della Dda, Ilda Boccassini, e condotte dal pm Marcello Tatangelo hanno anche accertato quattro omicidi commessi dal presunto aguzzino del campo libico: uomini che non erano riusciti a pagare i 7 mila euro necessari per imbarcarsi sui barconi diretti in Italia e per questo pestati fino alla morte. Nuove accuse, che hanno portato a un nuova ordinanza di custodia cautelare per il presunto torturatore, questa volta per sequestro di persona a scopo di estorsione di alcune centinaia di suoi migranti, omicidio di quattro uomini e violenza sessuale a danno di decine di giovani ragazze. E' da queste accuse che il presunto torturatore dovrà difendersi nell'eventuale processo. L'inchiesta milanese è ormai alle battute finali. Nel prossimi giorni il pm Tatangelo chiuderà le indagini ed è probabile che chieda il giudizio immediato.


Fcz