Sedriano (Milano), 8 gennaio 2018 - «L’evasione è un lusso che non ci possiamo più permettere». Con queste parole il sindaco di Sedriano, Angelo Cipriani aveva anticipato nei mesi scorsi l’intenzione di affidare ad una società esterna il recupero dei tributi comunali non pagati. Ora arrivano i primi riscontri: solo per i servizi scolastici (pre e post scuola e mensa scolastica), le rette non pagate dalle famiglie dal 2006 al 2017 ammontano ad oltre 137mila euro. Una somma che la società Area Riscossioni di Cuneo tenterà di recuperare, anche attraverso la riscossione coattiva. Ciò significa che, esaurita ogni altra possibilità, la società potrà far eseguire il fermo amministrativo del veicolo del debitore (le cosiddette “ganasce fiscali”) e, nei casi più gravi, il pignoramento dei beni.

«Non siamo diventati improvvisamente cattivi e non vogliamo infierire su chi è in difficoltà, ma è una questione di equità sociale – spiega l’assessore al bilancio, Elisabetta Alì – Gli uffici, ai quali spetta l’onere di verificare il pagamento dei tributi, non possono ignorare il mancato introito, anche perchè sono già stati emessi diversi solleciti di pagamento. Le procedure di riscossione erano iniziate nel 2009 e sono proseguite nel periodo di commissariamento del Comune. Il servizio inizialmente era garantito da Equitalia ma non ha portato grandi risultati per le casse comunali». Chiusa l’era Equitalia, il Comune aveva affidato il recupero dei tributi alla società Duomo, finita però in liquidazione.

Così la giunta Cipriani ha proceduto ad un nuovo bando, vinto da Area Riscossioni. «Il passaggio tra una società e l’altra ha fatto perdere molto tempo, anche solo per ricostruire il lavoro iniziato dalla Duomo – precisa l’assessore – È stato complicato, ma alla fine siamo arrivati all’accertamento di ben 137.524 euro di servizi scolastici evasi negli ultimi undici anni». Il debito nei confronti del Comune potrà essere saldato e le ingiunzioniquesta volta non potranno essere ignorate, pena il recupero coattivo. «Stiamo facendo le verifiche con i servizi sociali – assicura Elisabetta Alì – perché siamo convinti che non ci troviamo davanti solo a furbetti, ma anche a famiglie che sono impossibilitate a pagare, magari perché senza lavoro. Assicuro che ogni situazione sarà attentamente valutata, per tutelare chi vive in difficoltà economica. Gli altri, invece, è giusto che paghino il dovuto, usando anche la possibilità di rateizzare. Ripeto: è una questione di equità e rispetto verso chi paga i tributi».