Milano, 12 gennaio 2018 - Uno studente milanese di 19 anni è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Fermo per una meningite da meningococco. Si è sentito male domenica sera in un albergo di Senigallia dove si trovava per frequentare un corso. E tra le oltre 40 persone che hanno già preso l’antibiotico in via preventiva - i suoi contatti stretti degli ultimi dieci giorni - ci sono anche quelle che hanno condiviso con lui l’auto per raggiungere le Marche in car pooling. Le condizioni del diciannovenne a ieri sera erano stabili. Mercoledì è stato trasferito dall’ospedale di Senigallia a quello di Fermo, dove c’è un centro specializzato in malattie infettive. E lì il test rapido ha confermato che si trattava di meningite batterica da meningococco. Altre analisi, tra oggi e domani, stabiliranno il sierotipo, spiega Daniela Cimini, responsabile della profilassi delle malattie infettive all’Asl di Senigallia (Asur Marche Area vasta 2). Il ragazzo all’Ats Metropolitana di Milano risulta vaccinato soltanto dal meningococco di tipo C.

Sono in tutto 23 i milanesi sottoposti a profilassi dalla nostra Ats, al lavoro con l’Asur di Senigallia che ha somministrato l’antibiotico ad altri 18 contatti locali del ragazzo milanese. Non è sicuro ma è probabile che il 19 enne sia stato contagiato dal batterio in Lombardia, visto che il tempo d’incubazione della meningite va da due a dieci giorni e lo studente era arrivato a Senigallia solo sabato, il giorno prima di accusare i primi sintomi. Ma non è stato necessario sottoporre a profilassi i suoi compagni di classe a Milano: il ragazzo ha frequentato le lezioni fino a Natale, ed è passato troppo tempo perché possa aver contagiato qualcuno. I tecnici dell’Ats hanno tranquillizzato la preside della scuola: nessuno ha bisogno dell’antibiotico, men che meno sarà opportuno procedere a una vaccinazione in massa come la Regione ha fatto in altri casi negli ultimi anni, anche se il sierotipo del meningococco risultasse tra quelli del vaccino ACWY previsto per gli adolescenti. Il 19 enne ha passato le vacanze a Milano ed è stato in montagna dal 31 al 2 gennaio: sono stati sottoposti a terapia antibiotica, che si somministra soltanto alle persone che hanno avuto contatti stretti e prolungati con chi s’è ammalato, tre suoi familiari, sei compagni della gita di Capodanno e altre 14 persone, tra gli amici che aveva frequentato in città e i compagni del viaggio verso le Marche, che aveva incontrato tramite una popolare piattaforma di car pooling. L’Ats lombarda e l’Asur marchigiana sono riuscite a rintracciarli e a sottoporli alla profilassi, opportuna nel loro caso visto che avevano trascorso ore nell’abitacolo col ragazzo il giorno prima che si sentisse male.

A Senigallia hanno preso l’antibiotico alcuni compagni di corso, personale dell’albergo e del pronto soccorso dove per fortuna lo studente è andato subito a farsi visitare, quando si è sentito male domenica sera. Due giorni dopo il trasferimento all’ospedale di Fermo, dove il test ha confermato che la «sospetta meningite batterica» che aveva già messo in allerta due Asl era del tipo più pericoloso e contagioso, ossia da meningococco.