Milano, 7 luglio 2017 -  Papa Francesco ha nominato il nuovo arcivescovo di Milano: è monsignor Mario Enrico Delpini (Chi è Mario Enrico Delpini) finora vicario generale della diocesi. Prende il posto del cardinale Angelo Scola. Delpini è apparso da subito il "favorito", 66 anni a fine mese, un profilo molto "pastorale", attento al rapporto personale con i preti, lontano dalla figura del “prete manager”. All'annuncio, a mezzogiorno nella cappella dell'arcivescovado, un forte applauso e, come tradizione, le campane del Duomo e delle parrocchie di tutta la diocesi hanno suonato a festa. "La mia attenzione si concentra sulla mia inadeguatezza al compito che mi è stato assegnato - sono le prime parole da Arcivescovo di Mario Delpini - Ringrazio il Santo Padre per lo stimolo e l'apprezzamento però io sento soprattutto la mia inadeguatezza. I vescovi di Milano hanno tutti nomi solenni, Giovanni Battista, Angelo. Invece, Mario che nome e'? Già si capisce da questo. Chiedo aiuto a fare un cammino insieme visto che da solo non so fare niente, non sono all'altezza della leadership che sarebbe auspicabile. Vorrei dire che io sono un prete e il messaggio che posso dare alla città è di ricordarsi di Dio. 

MARIO DELPINI_23942801_102554Delpini ha poi ricordato le prime parole del Papa al suo arrivo alle Case Bianche, durante la visita a Milano: "Ha detto io vengo come sacerdote, a parlarci del Vangelo, di Gesù e di Dio. Vorrei dare questo messaggio che chiede di confrontarsi con una complessità che ancora non conosco ma che sento come irrinunciabile per un servo della Chiesa e ministro del Signore. Vorrei che tutti avessero speranza di vita eterna che Dio è padre e ci ama e ci vuole felici, e su questa fiducia impostare la convivenza fraterna che non contrapponga le religioni come se fossero dei nemici che si sfidano ma dei cammini che portano a ritrovare le radici di un umanesimo, della dignità della persona e della speranza che la anima" ha aggiunto, rispondendo alla domanda che faceva riferimento alla questione dei migranti e all'accoglienza. "Per vivere abbiamo bisogno di Dio, qualsiasi sia la sensibilità e la cultura. Fatico a immaginare che si possa vivere senza pregare o rivolgersi a Dio" ha concluso. 

Nel 2012 è stato lo stesso Angelo Scola ad affidargli l’incarico della formazione permanente del clero. Una nomina "calata" da Roma, ma che viene vista nell’ottica della "continuità". Delpini è stato infatti stretto collaboratore degli ultimi tre arcivescovi di Milano, da Carlo Maria Martini che lo volle rettore del seminario a Tettamanzi che l’ha voluto suo ausiliare, sino a Scola che l’ha scelto come numero due della Diocesi. Questa nomina porta anche segnali di cambiamento: Delpini non fa parte di nessuna cordata, nessuna corrente, e ha vissuto tutta la sua vita di prete e di vescovo nella diocesi di Milano. Schivo, non frequenta molto i social, "fine intellettuale", "uomo d’azione", dice di lui chi lo conosce da vicino. Vive nella Casa del Clero, in via Settala, con i sacerdoti anziani, invece che nei palazzi destinati ai vescovi. Si muove in bicicletta con tanto di casco e giubbotto catarinfrangente. Una scelta di "sobrietà" che deve aver colpito Bergoglio.

D​elpini è nato a Gallarate nel 1951, è cresciuto a Jerago con Orago, in provincia di Varese, è entrato in seminario nel 1967 ed è stato ordinato prete nel 1975 dal cardinale Giovanni Colombo (arcivescovo di Milano dal 1963 al 1979). Ha una laurea in Lettere conseguita alla Cattolica, ha ottenuto la licenza in teologia e poi il diploma in Scienze patristiche all’Istituto Patristico Augustinianum di Roma. Ha insegnato greco e patrologia per 20 anni nei seminari milanesi. Colto, preparato, nelle sue prediche usa spesso aneddoti, racconti, storie di vita e ha anche ripubblicato uno dei due libri scritti finora intitolato "E la farfalla volò" (edizioni Ancora) che contiene 52 apologhi, fiabe per bambini che raggiugono anche gli adulti.

Scola che ha chiesto di accelerare la nomina anche per consentire l’avvio dell’anno pastorale con l’arcivescovo già insediato, ha compiuto 75 anni il 7 novembre 2016 e ha già preparato il suo "buen retiro" in una parrocchia di Imberido, vicino a Lecco. Da Patriarca di Venezia - nominato il 5 gennaio 2002 - fu indicato il 28 giugno 2011 da Papa Benedetto XVI arcivescovo metropolita di Milano. Il 9 settembre prese possesso dell’arcidiocesi per procura e il 25 settembre 2011 fece il suo ingresso ufficiale in Diocesi accolto dall’arcivescovo emerito, il cardinale Dionigi Tettamanzi. Così come farà anche lui con il suo successore.